CDI, 50 anni di salute e prossimità: l’intervista all’Amministratore Delegato Andrea Mecenero
Mecenero (CDI): “Il 2025 è stato per CDI un anno positivo e significativo, nel quale abbiamo scelto di interpretare il traguardo dei 50 anni come un’occasione di restituzione”
CDI celebra 50 anni di salute, innovazione e prossimità: l’AD Andrea Mecenero racconta risultati e visione futura della prevenzione
Cinquant’anni non come un punto di arrivo, ma come l’occasione per rafforzare un patto con la città e con le persone. Il Centro Diagnostico Italiano chiude un anno di crescita, investimenti e iniziative che hanno un filo conduttore chiaro: portare la cura sempre più vicino ai cittadini, puntando su prevenzione, innovazione tecnologica e responsabilità sociale. Dai numeri record dei pazienti seguiti alle nuove sedi in apertura, dagli screening avanzati alle collaborazioni culturali e scientifiche, fino allo sguardo internazionale sull’healthy aging, il 2025 segna una tappa chiave nel percorso di sviluppo del CDI.
Questi i temi emersi nell’intervista di Affaritaliani all’Amministratore Delegato Andrea Mecenero, che traccia il bilancio dell’anno celebrativo, approfondisce il ruolo strategico dell’innovazione diagnostica e guarda alle prospettive future della sanità, in un contesto demografico che richiede modelli sempre più predittivi, personalizzati e sostenibili.
L’intervista di Affaritaliani ad Andrea Mecenero, Amministratore Delegato del Centro Diagnostico Italiano
Come si chiude l’ultimo anno del Centro Diagnostico Italiano in termini di numeri, crescita e investimenti sul territorio? Dopo il traguardo dei 50 anni del CDI, qual è il bilancio dell’anno celebrativo e quanto è importante la cura di prossimità per Milano?
“Il 2025 è stato per CDI un anno positivo e significativo, nel quale abbiamo scelto di interpretare il traguardo dei 50 anni come un’occasione di restituzione. Un modo per dire “grazie” ai pazienti e al territorio, rafforzando il nostro legame con la città di Milano attraverso iniziative fondate su prossimità, responsabilità sociale e cura. In quest’ottica si inseriscono l’impegno nella riqualificazione di una via del Municipio 7 e il sostegno a realtà fondamentali come Opera San Francesco, sia nelle sue attività sanitarie sia in quelle di accoglienza. Accanto a questo, ci siamo fatti promotori di iniziative culturali e sociali che mettono al centro la salute e la conoscenza: ad esempio lo spettacolo Canti D’Ippocrate, dedicato all’evoluzione della medicina e co-prodotto con il Piccolo Teatro, ma anche numerosi eventi gratuiti dedicati alla prevenzione, al benessere, al movimento e alla corretta alimentazione, che hanno avvicinato i nostri medici alle persone e le persone a stili di vita sani, basati su evidenze scientifiche”.
“Nel 2025 abbiamo anche continuato a rafforzare il nostro network: sono in fase di conclusione i lavori per l’apertura di una nuova sede a San Babila, in piazzetta Giordano: uno spazio pensato per essere ancora più accessibile e vicino ai bisogni dei cittadini. Il nostro 2025 di festa si conclude con l’“Albero della Gentilezza” firmato da Marco Balich e l’installazione “Prendersi cura è il primo modo per voler bene”, che in occasione del Natale restituiscono visivamente, proprio in Galleria San Babila, la nostra idea di una presa in carico sollecita e vicina alle persone”.
“Anche il 2025 è stato per noi un anno di crescita e sviluppo, sono molti i dati che raccontano i risultati di questo percorso, ma trovo particolarmente significativo quello relativo al numero di persone che serviamo annualmente: abbiamo toccato il record di 500 mila pazienti unici, oltre a quelli raggiunti dai nostri servizi di medicina del lavoro, a testimonianza di quanto il CDI sia radicato nella città di Milano e nei territori in cui è presente”.
CDI è sempre stato all’avanguardia, quanto è importante puntare sulla innovazione? Che riscontri stanno avendo strumenti come la nuova macchina per la mappatura nei Total Body e la nuova Tomografia Computerizzata a conteggio fotoni, quest’ultima inaugurata alla presenza del presidente Attilio Fontana, sul fronte della diagnosi e della prevenzione?
“Il 2025 è stato anche un anno chiave sul fronte degli investimenti tecnologici e dello sviluppo dei servizi. L’innovazione per CDI è una leva strategica per rafforzare la medicina preventiva e la qualità della diagnosi. Abbiamo concentrato gli investimenti su tecnologie che consentono di anticipare l’individuazione delle patologie, aumentare l’accuratezza clinica e rendere i percorsi di prevenzione sempre più personalizzati. Abbiamo installato presso la sede di via Saint Bon una TC a conteggio di fotoni, una tecnologia di ultimissima generazione che rappresenta un salto di qualità per la diagnostica per immagini”.
“La possibilità di analizzare ogni singolo fotone consente immagini con una risoluzione fino a 0,2 mm, una drastica riduzione del rumore e una minore esposizione alle radiazioni, con benefici concreti per quei pazienti che necessitano di controlli ripetuti. L’impatto è particolarmente rilevante in ambito cardiovascolare, neurologico, oncologico, ortopedico e vascolare, e sicuramente rafforza il nostro contributo alla medicina di precisione, anche grazie a collaborazioni scientifiche con gli Atenei del territorio. È un investimento significativo che viene utilizzato da parte di CDI nel contesto dell’erogazione di esami diagnostici in accreditamento con il sistema sanitario regionale. Accanto a questo, abbiamo ampliato l’offerta di screening avanzati introducendo la Risonanza Magnetica Total Body Advanced Screening con tecnologia DWI, un servizio di medicina personalizzata che consente, con un unico esame non invasivo e senza mezzo di contrasto, di analizzare, di fatto, l’intero organismo. Questo strumento è inserito in un percorso specifico per ciascun paziente, coordinato dal medico internista e supportato da un team multidisciplinare: solo questa interazione tra competenza clinica, storia del paziente e strumenti avanzati permette di intercettare precocemente un ampio spettro di patologie e di stratificare i fattori di rischio, costruendo percorsi di prevenzione davvero ‘su misura’”.
“Sul fronte della prevenzione dermatologica, abbiamo reso disponibile per la prima volta a Milano la Mappatura Nei Total Body Advanced, un servizio che combina l’acquisizione automatica ad altissima definizione delle immagini dell’intera superficie cutanea, intelligenza artificiale e visita dermatologica specialistica, per la diagnosi precoce del melanoma. Queste innovazioni hanno avuto un effetto diretto sull’ampliamento e sul rafforzamento dell’area check-up, che rappresenta da sempre il cuore dell’attività di CDI: passare da una medicina reattiva a una medicina preventiva, predittiva e personalizzata”.
Quali sono le prospettive future per il settore in cui si inserisce CDI, in particolare con le crescenti attenzioni riposte sul tema agevity? In merito, ci può raccontare l’esperienza della partecipazione del CDI all’Expo di Osaka e quanto questa presenza è stata strategica in un Paese come il Giappone?
“Tecnologie di eccellenza, presenza capillare, capacità di intercettare precocemente i bisogni delle persone e accompagnarle lungo tutto il loro percorso, non solo di diagnosi e terapia ma anche di prevenzione, sport e stile di vita: è su questo modello che stiamo costruendo il futuro di CDI, per rispondere in modo efficace alle sfide demografiche e costruire percorsi di salute che siano sostenibili, oltre che efficaci”.
“In Italia, dove l’aspettativa di vita è tra le più alte d’Europa, oggi oltre 14 milioni di persone hanno più di 65 anni e si prevede che nei prossimi vent’anni questo numero salirà a 19 milioni. Parlare di salute in questo contesto significa non solo parlare di longevità, ma puntare a qualità di vita, autonomia e benessere anche in età avanzata. Alla base delle principali malattie croniche ci sono fattori di rischio diffusi e modificabili – alimentazione, attività fisica, consumo di alcol e fumo – che generano condizioni intermedie come ipertensione, iperglicemia, ipercolesterolemia e obesità, aprendo la strada a patologie ben più gravi. Intervenire su questi fattori è fondamentale per ridurre il carico di malattia a livello individuale e collettivo”.
“La partecipazione di CDI all’Expo di Osaka ha rappresentato una tappa strategica per confrontarci con una realtà che, pur lontana, affronta sfide molto simili alle nostre: in Giappone circa il 30% della popolazione ha più di 65 anni. L’incontro ha permesso di condividere modelli e best practice in termini di sostenibilità dei sistemi sanitari, gestione della cronicità e supporto alle fasce più fragili, confermando l’importanza di modelli sanitari predittivi e anticipatori, orientati all’Healthy Aging”.