Iren, Piano Industriale al 2030: 12,7 mld per il futuro dei territori

Armani (Iren): “l’impianto strategico poggia le basi su tre pilastri quali la transizione ecologica, la qualità del servizio e la territorialità”

Pietro Cifarelli
Iren, la presentazione del Piano Industriale 2021 - 2030, per la prima volta decennale
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Iren, Piano industriale 2021-2030: nuova strategia di crescita per affermarsi partner di riferimento per le comunità nei prossimi 10 anni

È stato presentato oggi a Milano la nuova strategia di crescita di Iren, con un piano industriale per la prima volta ad ampio raggio che guarda al 2030. Un piano decennale che si basa su tre pilastri fondamentali: transizione ecologica, attenzione allo sviluppo dei territori e qualità del servizio. Un piano ambizionso che guarda a  temi importanti come la decarbonizzazione, l’elettrificazione dei consumi, l’economia circolare e l’efficienza energetica con una sostanziale crescita degli investimenti 12,7 miliardi di euro in 10 anni, e della marginalità generata con un EBITDA atteso pari a 1,8 miliardi di euro (+870 milioni rispetto al 2020), numeri che consentiranno ad Iren di svolgere un ruolo importante per il futuro dei territori e diventare il partner di riferimento per le comunità.

In data odierna il CdA ha inoltre approvato i risultati al 30 settembre 2021 con ricavi pari a 3,1 miliardi di euro, in crescita del 18,1%, Ebitda a 733 milioni di euro in incremento del 12,3% e un utile netto di 242 milioni di euro (+57,6%).

Renato Boero, Presidente del Gruppo, ha dichiarato: “Il Piano Strategico al 2030 di Iren, focalizzato sulla crescita in ogni area di business, prestando particolare attenzione ai bisogni dei nostri territori, proietta questi ultimi in un percorso di crescita sostenibile il cui driver principale è la qualità dei servizi. Iren si pone come il partner preferenziale per cittadini e pubbliche amministrazioni per soddisfare le necessità e trovare soluzioni avanzate. A tal fine, si prevede un’accelerazione delle attività di crescita per linee esterne con operazioni di M&A o con il consolidamento di società già partecipate. Sono inoltre previsti 1,6 miliardi di euro in progetti legati all’innovazione e 600 milioni legati alla digitalizzazione dei nostri business. Iren, infatti, studierà l’applicazione di tecnologie abilitanti che favoriscano il processo di transizione energetica”.

Gianni Vittorio Armani, Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo, ha dichiarato: “L’impianto strategico del nuovo piano industriale poggia le proprie basi su tre pilastri: transizione ecologica, la qualità del servizio e la territorialità. Grazie a 12,7 miliardi di investimenti, il Gruppo Iren sarà in grado di raddoppiare il proprio business ottenendo un EBITDA atteso pari a 1,8 miliardi di euro, grazie anche all’ingresso nel perimetro del Gruppo di 7.000 nuovi lavoratori. Nonostante la decisa accelerazione sul fronte degli investimenti, siamo confidenti di mantenere un’equilibrata struttura finanziaria che ci permetterà di offrire un’appetibile politica dei dividendi grazie alla robusta generazione di cassa”.

Iren, presentato il Piano Industriale 2021-2030: l'intervista all'AD Gianni Vittorio Armani di affaritaliani.it

Con affaritaliani.it abbiamo intervistato l'Amministratore Delegato di Iren, Gianni Vittorio Armani che ci ha illustrato i pilastri fondamentali del Piano Industriale al 2030 e ci ha parlato del rapporto con la PA in relazione agli investimenti previsti dal PNRR e in che modo Iren può contribuire a favorire i territori nella realizzazione dei progetti.


Armani (Iren): “tre pilastri: rinnovabili, territori e qualità del servizio”

Iren Piano Industriale 2021 – 2030: i dettagli della strategia

Un business plan, quello della multiutility,  per la prima volta esteso a 10 anni, coerente con i principali macro-trend di settore ovvero la decarbonizzazione e lo sviluppo delle rinnovabili, l’economia circolare, l’efficienza energetica e la salvaguardia delle risorse naturali.

La strategia industriale è fortemente integrata con la strategia di sostenibilità: circa l’80% degli investimenti sarà “sostenibile” e circa il 61% sarà destinato allo sviluppo per favorire la crescita dimensionale del Gruppo, di cui 1,6 miliardi destinati all’innovazione e 600 milioni alla digitalizzazione.

Nel dettaglio dei singoli business, sono previsti 2,5 miliardi di euro di investimenti nell’Energia per favorire lo sviluppo delle fonti rinnovabili, solare ed eolico, lo sviluppo dello storage e interventi di flessibilizzazione degli impianti.

L’economia circolare si conferma la bussola del settore Ambiente (2,5 miliardi di euro di investimenti previsti) con un importante sviluppo delle filiere, tra cui la capacità di trattamento e riciclo. Prevista una crescita importante dei progetti di Smart Solution ai quali sono destinati 1,6 miliardi di euro di investimenti legati all’efficientamento energetico degli edifici, all’e-mobility e alla gestione di progetti complessi come la ristrutturazione di edifici pubblici, il dissesto idrogeologico e specifici interventi urbanistici.

Grande importanza, inoltre, agli investimenti nelle reti dove sono previsti oltre 4,9 miliardi di euro nel servizio idrico integrato, nella distribuzione del gas, nella distribuzione elettrica e nelle reti di teleriscaldamento. Infine, coerentemente l’obiettivo di innalzare ulterioremente la qualità del servizio, il Gruppo investirà oltre 650 milioni di euro nell’area Mercato con l’obiettivo di raggiungere 2,6 milioni di clienti al 2030.

La strategia di crescita organica, supportata dagli investimenti sopra descritti, porterà a una crescita dell’Ebitda di 600 milioni di euro mentre ulteriori 160 milioni di euro sono attesi dalla crescita esterna per la quale, secondo quanto affermato dal Presidente Boero, “si prevede un’accelerazione attraverso operazioni di M&A o il consolidamento di società partecipate”.

Nonostante il forte incremento degli investimenti, il profilo finanziario è previsto bilanciato in termini di PFN/Ebitda (atteso sempre inferiore alla soglia di 3,5x) e il Gruppo conferma la dividend policy del precedente piano con un dividendo pari a 10€c/azione sull’utile netto 2021 (+5,3%) e una crescita del 10% annua fino al 2025. Nella seconda parte di piano, il dividendo per azione sarà pari al 50/55% dell’utile netto di Gruppo.