"Così voleva uccidere Trump". Il 20enne ossessionato dai file di Epstein con la tanica di benzina a Mar-a-Lago
Ucciso dal servizio di sicurezza. Era convinto che il governo stesse insabbiando tutti gli scandali
Attentato a Trump, chi è il 20enne che ha cercato di uccidere il presidente americano
Tucker Austin, il ventenne ucciso dalle forze di sicurezza mentre cercava di introdursi armato nella residenza di Donald Trump a Mar-a-Lago, non si interessava di politica e veniva da una famiglia di sostenitori del presidente degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il cugino di Austin, Braden Fields, contattato dall'Associated Press. "Non credevo avrebbe fatto qualcosa del genere, sono del tutto scioccato", ha affermato Fields, "non avrebbe fatto male a una mosca, non sapeva nemmeno come usare una pistola". "Siamo tutti grandi sostenitori di Trump", ha spiegato il parente del giovane, "non parlava di politica. Era tranquillo, non parlava mai di nulla".
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Di fede cristiana, secondo i suoi compagni di lavoro era "ossessionato" dagli Epstein Files ed era convinto che il governo li stesse insabbiando. Il ragazzo, a quanto riferito dalla polizia, aveva con sé una tanica di benzina e un fucile che si è rifiutato di abbassare quando è stato intercettato da agenti della sicurezza. Su quanto accaduto sta indagando l'Fbi. Al momento dell'irruzione nell'area della villa, il presidente Trump non era a Palm Beach. A quanto riferisce la stampa americana, la famiglia aveva denunciato la scomparsa del ragazzo ieri e aveva chiesto aiuto alle autorità per ritrovarlo.