Ucraina, Zelensky dichiara lo stato di crisi energetica e risponde a Trump. L'Italia dona caldaie industriali a Kiev
La replica alla Casa Bianca: "Non saremo mai un ostacolo per la pace"
Vladimir Zelensky
Ucraina, crisi energetica e pace lontana. Ora Trump torna ad attaccare Zelensky: "Lui il vero ostacolo"
"L'Ucraina non è mai stata e non sarà mai un ostacolo alla pace". Lo ha dichiarato, nel suo discorso di ieri sera, il presidente Volodymyr Zelensky rispondendo alle accuse mosse il giorno prima da Donald Trump. Secondo il presidente americano Zelensky rappresenta il "principale ostacolo" alla risoluzione della guerra tra Russia e Ucraina. Zelensky ha riferito di aver avuto una conversazione telefonica con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, durante la quale hanno discusso, tra le altre cose, dei sistemi di difesa aerea per l'Ucraina e del lavoro diplomatico con gli Stati Uniti.
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La Gran Bretagna non sostiene la proposta dei leader di Francia e Italia di avviare colloqui a livello europeo con il presidente russo, Vladimir Putin, sull'Ucraina. Lo ha dichiarato la ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper. "Penso che ciò di cui abbiamo bisogno siano prove che Putin voglia davvero la pace e al momento non riesco ancora a vederle", ha dichiarato Cooper in un'intervista a Politico. A causa della grave situazione nel settore energetico ucraino, danneggiato gravemente dalle campagne di attacchi russi, le autorità del Paese stanno coinvolgendo attivamente i partner internazionali per sostenere il settore energetico.
In questa ottica, il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha annunciato sui social la creazione di un "Energy Ramstein", molto simile al Gruppo di contatto per la difesa dell'Ucraina formato nel 2023 presso la base aerea Nato di Ramstein, in Germania. L'Italia ha già iniziato a consegnare caldaie industriali ad alta capacità per un valore stimato di 1,85 milioni di euro (circa 2,15 miliardi di dollari).