Osservatorio ANBI lancia l’allarme: il Sud travolto da Harry, al Nord emergenza neve e acqua

Vincenzi (ANBI): "Servono volontà condivise per investimenti in manutenzione straordinaria, nuove infrastrutture idrauliche, ricerca e innovazione, oltre a promuovere una cultura dell’acqua"

di Redazione Corporate
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Osservatorio ANBI: Sud Italia colpito dal medicane Harry e dal maltempo estremo, Nord in crisi per mancanza di neve e scarsa disponibilità idrica

Il primo “medicane” del nuovo anno, denominato Harry, sta mettendo a dura prova il Sud Italia, scatenando nubifragi, mareggiate e nevicate su gran parte della Penisola, mentre al Nord la scarsità di neve in quota preoccupa per le riserve idriche. Il ciclone mediterraneo, nato dallo scontro tra correnti calde provenienti dall’Africa Sahariana e correnti polari attraverso i Balcani, ha scaricato sulla Calabria e sulle isole maggiori un’intensa energia accumulata nel bacino del Mediterraneo, dove le temperature delle acque risultano superiori alla media di 2,5 gradi, innescando eventi estremi ad alto rischio.

La Calabria è stata tra le regioni più colpite: cumulate pluviometriche superiori ai 400 millimetri in circa 80 ore hanno interessato diversi comuni, con valori eccezionali a San Sostene-Alaco (581 mm), Stilo (524 mm) e Santa Cristina d’Aspromonte (429 mm). Roccaforte del Greco ha registrato oltre 363 mm, mentre a Chiaravalle Centrale la piena dei fiumi Ancinale e Budello ha superato rispettivamente 3,5 e 2,5 metri. Forte vento, mareggiate e nevicate hanno interessato anche Aspromonte, Sila e Pollino. In Sicilia orientale, soprattutto attorno all’Etna, si registrano cumulate significative: 463 mm a Pedara e 273 mm a Linguaglossa, con lo straripamento del torrente Agrò in provincia di Messina, mentre il settore occidentale dell’isola è rimasto quasi intatto. Anche la Sardegna ha subito forti precipitazioni, in particolare nei settori centrale, orientale e meridionale, con punte di 244 mm a Villagrande-Strisaili Ru. Nubifragi hanno interessato anche la Basilicata jonica, dove le dighe Monte Cotugno e Pertusillo hanno raccolto oltre 4 milioni di metri cubi in un solo giorno.

È andata meno male di quanto temuto, ma è evidente la necessità di aumentare urgentemente la resilienza dei territori ai fenomeni estremi, dalle alluvioni alla siccità. Servono volontà condivise per investimenti in manutenzione straordinaria, nuove infrastrutture idrauliche, ricerca e innovazione, oltre a promuovere una cultura dell’acqua”, commenta Francesco Vincenzi, Presidente di ANBIMassimo Gargano, Direttore Generale di ANBI, sottolinea come, se il Sud sia duramente colpito dal maltempo, al Nord preoccupa la carenza di neve e la riduzione delle riserve idriche: “Quanto stiamo verificando conferma l’Italia come hub mediterraneo della crisi climatica, con impatti su tutta la Penisola”.

Le regioni settentrionali mostrano dati idrici preoccupanti. In Lombardia, le riserve idriche sono inferiori del 35,2% rispetto alla media, con quasi il 62% di neve mancante in quota, pari a oltre 900 milioni di metri cubi d’acqua. Tra i grandi laghi, il Sebino registra un livello di riempimento del 13,6%, il Verbano al 70%, il Lario al 40% e il Benaco al 77,1%. I fiumi veneti mostrano cali significativi: Adige -16%, Livenza -48%, Brenta -51% e Bacchiglione -45%, mentre il Po registra un incremento dei flussi lungo tutta l’asta, pur restando in deficit del 30% nella sezione emiliano-lombarda. In Emilia-Romagna, Reno e Secchia registrano incrementi, ma altri fiumi appenninici risultano sotto media o addirittura al di sotto dei minimi storici, come Taro, Santerno ed Enza.

Anche nel Centro Italia la situazione non è migliore: nel Lazio crescono i livelli del fiume Velino, mentre Tevere e Aniene calano, così come i laghi Albano, Nemi e Bracciano. In Umbria diminuiscono i livelli dei fiumi Chiascio, Topino e Paglia, mentre il lago Trasimeno scende a -1,57 metri a Polvese, ben 88 centimetri sotto la media. Marche e Toscana mostrano anch’esse fiumi sotto media, con l’Arno e l’Ombrone rispettivamente al -57% e -79%.

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