Zuckerberg alla sbarra, trema tutta la Silicon Valley. Il fondatore di Meta: "Adesso più controlli sui social"

Processo a Los Angeles, il miliardario denunciato da una 20enne: "Crei dipendenza per il profitto"

di Marco Santoni
Mark Zuckerberg
MediaTech

Zuckerberg a processo, le accuse di una 20enne e le Big Tech che tremano

L'attenzione di tutta la Silicon Valley è focalizzata sul tribunale di Los Angeles, a processo per la prima volta c'è Marck Zuckerberg, fondatore di Meta. Ma a tremare è tutto il mondo delle Big Tech, perché da questa sentenza potrebbe dipendere il futuro dei social e non solo. A portare uno degli uomini più ricchi del pianeta in tribunale è stata una ragazza californiana di vent’anni, Kaley, finita nel gorgo della dipendenza dai social. A sei anni - riporta La Repubblica - utilizzava YouTube, a 11 Instagram, poi TikTok e Snapchat. Negli Stati Uniti circa quattro milioni sotto i 13 anni hanno usato Instagram nel 2025, nonostante la piattaforma indichi “termini e condizioni” secondo cui solo chi ha più di 13 anni può avere un account.

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L'accusa nei confronti di Zuckerberg è di "creare dipendenza per il profitto", ai giudici il compito di stabilire se sia vero. I dodici giurati dovranno decidere entro la fine di marzo se i social siano in parte responsabili dei problemi di salute mentale vissuti da Kaley. Il processo dovrà stabilire se Google e Meta hanno volutamente progettato le loro piattaforme per favorire un uso irrazionale da parte dei giovani, a scapito della salute mentale. Zuckerberg in aula si è scusato per il fallimento del "filtro", ma è andato anche sulla difensiva, sostenendo che "molte persone mentono sulla propria età". Poi aggiunge: "Da adesso faremo più controlli". Al centro dello scontro legale ci sono app, algoritmi e funzioni di personalizzazione, visto che la legge americana esonera quasi completamente le piattaforme dai contenuti dei video postati. A marzo la possibile svolta, trema tutta la Silicon Valley.

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