Fine vita, Mirabelli (Pd): “Dalla maggioranza approccio scandaloso e lontano dalla realtà delle persone”

Il senatore Pd, malato di SLA e immobilizzato a letto, continua a partecipare ai lavori parlamentari da remoto. L'attacco alla maggioranza: “Ideologia e cinismo al posto delle risposte”

Di Giorgio d'Enrico

Franco Mirabelli

Milano

Fine vita, Mirabelli (Pd): “Dalla maggioranza approccio scandaloso e lontano dalla realtà delle persone”

Milanese, senatore del Partito Democratico, Franco Mirabelli compirà 66 anni il prossimo 9 febbraio. Nel 2022 ha scoperto di essere affetto da SLA, una diagnosi che ha trasformato radicalmente la sua vita e il suo modo di lavorare. Oggi è quasi completamente immobilizzato e riesce a comunicare solo attraverso un lettore ottico che interpreta i movimenti delle pupille. Assente fisicamente dall’Aula dal dicembre 2022, Mirabelli continua però a seguire e a partecipare ai lavori parlamentari da remoto, intervenendo quando possibile e mantenendo un ruolo attivo nel dibattito politico.

Mirabelli: "Dalla maggioranza un cinismo che ignora la sofferenza reale”

Interpellato sul tema del fine vita, il senatore ha espresso una posizione durissima nei confronti dell’attuale maggioranza, come riferito da Radio Lombardia. “Un approccio scandaloso, lontano dalla realtà delle persone”, afferma Mirabelli, denunciando un atteggiamento che definisce cinico e totalmente scollegato dalle condizioni concrete vissute da famiglie e pazienti in situazioni di sofferenza estrema. Secondo il senatore, la destra preferisce “piantare bandierine ideologiche” piuttosto che assumersi la responsabilità di dare risposte legislative attese da anni, nonostante il richiamo esplicito della Corte Costituzionale a intervenire per regolamentare il fine vita in presenza di condizioni ben definite.

Mirabelli ricorda come già nella scorsa legislatura la maggioranza di centrodestra abbia impedito l’approvazione del disegno di legge sul fine vita licenziato dalla Camera. Una dinamica che, a suo giudizio, si sta ripetendo anche nell’attuale Parlamento, con l’obiettivo di bloccare qualsiasi norma che possa ampliare i diritti delle persone gravemente malate.

A questo si aggiungono, secondo il senatore Pd, le divisioni interne alla maggioranza e la competizione per “intestarsi bandierine ideologiche”, che starebbero producendo proposte orientate non ad ampliare, ma a restringere i diritti già riconosciuti dalla Consulta. Tra i punti più critici, l’ipotesi di escludere il Servizio sanitario nazionale dalle procedure e l’introduzione di criteri burocratici ancora più rigidi.

Famiglie lasciate sole e problemi ignorati: l'attacco di Mirabelli

Nel dibattito politico, denuncia Mirabelli, vengono sistematicamente ignorate le questioni più urgenti: la possibilità di scelta per persone malate terminali che, pur non rientrando in alcune casistiche, vivono condizioni di sofferenza non meno gravi; il sostegno concreto alle famiglie che assistono quotidianamente pazienti con bisogni complessi; la necessità di prepararsi all’impatto dell’invecchiamento della popolazione, che renderà questi temi sempre più centrali. Di fronte a queste emergenze, la maggioranza – secondo il senatore – preferirebbe sottrarsi alle responsabilità, lasciandosi guidare da “calcoli elettorali imbarazzanti” rispetto alla gravità delle situazioni in gioco.

La testimonianza di Mirabelli

La condizione personale di Mirabelli conferisce alle sue parole un significato che va oltre lo scontro politico. La sua esperienza diretta con la malattia e la dipendenza totale da strumenti di assistenza lo rendono una voce simbolica nel confronto sul fine vita, un tema che in Italia continua a essere affrontato con lentezza e forti contrapposizioni. Il messaggio del senatore è netto: superare le logiche ideologiche e assumersi la responsabilità di dare risposte concrete a chi vive ogni giorno situazioni di sofferenza estrema, nel rispetto della dignità e della libertà individuale.

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