Forza Italia e Azione, prove di dialogo a Milano. Sorte: "La città è contendibile"
Dal palco milanese dei 32 anni di Forza Italia, Calenda apre alla collaborazione ma esclude “estremisti e filoputiniani”. Tajani guarda alle comunali e rivendica il ruolo lombardo del partito
Forza Italia e Azione, prove di dialogo a Milano. Sorte: "La città è contendibile"
È Milano, più che Roma, il laboratorio politico dove Forza Italia e Azione testano possibili convergenze. Al Teatro Manzoni, evento conclusivo della tre giorni organizzata dagli azzurri per i 32 anni dalla discesa in campo di Silvio Berlusconi, il dialogo tra Antonio Tajani e Carlo Calenda prende forma davanti a una platea che guarda soprattutto al futuro del centro in Lombardia e nel capoluogo.
Calenda parte da una convinzione netta: “Il bipolarismo non durerà”. Ma fissa anche confini rigidi, escludendo qualsiasi intesa con “quinte colonne di Putin” o con chi “porta nazisti cocainomani al ministero”, riferimento a Matteo Salvini e all’ospitalità concessa a Tommy Robinson. Un passaggio accolto dagli applausi della sala, in sintonia con le parole pronunciate poco prima da Tajani, che aveva definito l’attivista britannico “incompatibile con i miei valori”.
Forza Italia, la crescita passa per il Nord
Se a livello nazionale i distinguo restano forti, sul territorio lombardo i toni si fanno più pragmatici. Tajani rivendica la necessità di “allargare i confini” di Forza Italia, consapevole che il 10% non basta per essere determinanti, e indica proprio il Nord come area decisiva per rafforzare una proposta liberale, popolare ed europeista. In prima fila al Manzoni siedono figure simboliche del berlusconismo milanese come Marta Fascina, Paolo Berlusconi e Fedele Confalonieri, accanto a esponenti dell’economia come Emma Marcegaglia e Gianfelice Rocca, chiamati a discutere di “Più libertà, più crescita”.
L’obiettivo dichiarato è intercettare mondi storicamente presenti in Lombardia: ex democristiani, ex socialisti, amministratori locali che non si riconoscono più nel Pd o nel M5S. Una strategia che guarda anche alle prossime scadenze elettorali regionali e comunali, con l’ambizione di fare del centro non “il centro del centrodestra”, ma “il centro della vita politica del Paese”.
Forza Italia, Sorte: "Milano è contendibile"
Il nodo più politico resta Milano. Il coordinatore lombardo di Forza Italia, Alessandro Sorte, parla apertamente di una città “contendibile” e conferma che i contatti in vista delle comunali sono iniziati “mesi fa”. Calenda, dal canto suo, rivendica un criterio di merito nelle grandi città e manifesta preoccupazione per quello che definisce lo slittamento della giunta guidata da Giuseppe Sala verso posizioni di sinistra radicale.
Nessun nome viene ufficializzato, ma il leader di Azione ammette di avere “grande stima” per Mario Calabresi, spesso indicato come possibile candidato civico dell’area progressista. Anche Forza Italia guarda a un profilo civico con solide capacità gestionali. “Se son rose, fioriranno”, chiosa Tajani, lasciando intendere che proprio Milano potrebbe diventare il terreno decisivo per capire se il dialogo visto al Manzoni resterà una prova di palco o si tradurrà in un’alleanza politica concreta.
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