Hollywood, 40 anni di notti leggendarie a Milano
Il club di Corso Como ha contribuito in modo decisivo a definire la night life di Corso Como e della città. Prince, David Bowie, i Duran Duran: tutti sono passati nel locale fondato da Roberto Galli. E poi le top model, i politici e persino… Donald Trump
Hollywood Milano (dalla pagina Instagram)
Hollywood, 40 anni di notti leggendarie a Milano
Quarant’anni di Hollywood: dalla stagione della “Milano da bere” alle Fashion Week globali. E poi i vip: da Prince e David Bowie ai Duran Duran, da George Clooney alle top model passando per i politici e... Donald Trump. La celebrazione questa sera con una edizione speciale del Social Club, la sua serata più iconica.
“Abbiamo creato qualcosa di impensabile che è riuscito a rimanere nel tempo. E già la prima sera c’erano 1.500 persone, un successo inarrestabile. L’inizio di un’avventura dove io sono rimasto fino al 2012”, ha raccontato al quotidiano Il Giorno il fondatore Roberto Galli. Un progetto nato quasi per caso. “Avevamo fatto esperienza in un altro locale e cercavamo ora una nuova sede. Eravamo io, Ringo e Giorgio Baldaccini che pensò all’ex Mandala in corso Como. Ringo aveva lavorato come parrucchiere, nel giro di Fiorucci e del Plastic. Ma si era stancato e voleva provarsi da dj. Io facevo il discografico e a quel punto non sapevo più bene che ruolo avere. Così mi inventai art director”.
Prince, Bowie, Rolling Stones: tutte le stelle di Corso Como
Tra gli episodi più iconici, il compleanno di Prince nel giugno 1987. “In quel momento esistevano solo lui e Michael Jackson. Io ero un po’ matto e gli sparai una cifra. Ma il manager accettò subito”. La festa si trasformò in una maratona, inframezzata dalle celebrazioni per Ron Wood dei Rolling Stones che era con lui e che invitò pure David Bowie, che era in concerto a San Siro. Con loro quella sera pure Peter Gabriel ed i Duran Duran. "Bowie è stato l’unico a fare urlare l’Hollywood”, rievoca Galli. E poi le modelle, Cindy Crawford, Naomi Campbell, Charlize Theron. Ed i politici. Qualche nome? De Michelis, Martelli, Ignazio La Russa. Lunga anche la lista di imprenditori, come Flavio Briatore che un giorno portò all'Hollywood anche Donald Trump. "Il vero segreto? Qui ci si è sempre sentiti a casa. Le nottate, gli ospiti, il divertimento. Ma poi conta sentirti bene in un posto. Ed è quello che succede all’Hollywood”, spiega Galli.
L'Hollywood nella storia della città di Milano
Aperto nel 1986, il club è diventato molto più di una discoteca. Ha accompagnato la crescita di Corso Como, oggi uno dei distretti più noti della nightlife europea, contribuendo a trasformare l’area in un polo di attrazione internazionale. In un panorama europeo dove molti locali storici hanno chiuso o perso identità, l’Hollywood rappresenta un raro caso di continuità. Un brand riconoscibile in Italia e all’estero, capace di attraversare generazioni mantenendo un equilibrio tra glamour e informalità.
Negli ultimi anni il club ha affiancato all’intrattenimento anche iniziative dal valore sociale, come Aut Dance, progetto dedicato all’inclusione delle persone con disabilità attraverso il ballo. Un segnale di come la pista possa diventare anche spazio di condivisione e apertura. La serata del 19 febbraio sarà un’edizione speciale del Social Club, pensata come un invito a ritrovarsi e celebrare chi ha fatto parte di questa storia. Un brindisi collettivo per chi c’era, per chi c’è stato e per chi continuerà a renderla attuale.
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