La Lombardia piange Valentino, l'ultimo imperatore della moda italiana

Originario di Voghera, Valentino Garavani è stato fondamentale nell'affermazione del Made in Italy nel mondo. La prima sfilata Moda Uomo a Milano nel 1985 e il rapporto con Armani

Di Giorgio d'Enrico
Milano

La Lombardia piange Valentino, l'ultimo imperatore della moda italiana

"Ci lascia un altro grandissimo della Moda". Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ricorda Valentino Garavani, scomparso ieri a Roma a pochi mesi di distanza da Giorgio Armani. "Originario di Voghera, ha contribuito in maniera importante all'affermazione del Made in Italy nel mondo". Per il governatore, il tratto distintivo dello stilista è stato "uno stile inconfondibile" capace di segnare la storia dell’eleganza restando sempre attuale, "sensibile al cambiamento dei tempi, senza però mai perdere la propria identità". Fontana ha poi sottolineato come il "Rosso Valentino" resti "inarrivabile e inimitabile", simbolo riconoscibile della sua visione creativa.

Sulla stessa linea l’assessora regionale alla Cultura Francesca Caruso, che parla di "una perdita profonda non solo per il mondo della moda, ma per l’intera cultura italiana". Valentino, secondo Caruso, è stato "un maestro assoluto di stile", capace di unire eleganza, artigianato e visione internazionale, trasformando il rosso in un simbolo globale e raccontando "un’idea di bellezza senza tempo".

Un minuto di silenzio in aula regionale per Valentino

"Pochi mesi dopo Giorgio Armani, ci lascia un altro straordinario protagonista della moda italiana. Anche Valentino ci aveva illuso che per lui il tempo non sarebbe passato mai. L'eredità e la produzione che ci lascia sono immensi, come il suo genio e le sue creazioni. Valentino è stato artefice e protagonista indiscusso dell'eleganza del Made in Italy, di cui è stato senza dubbio simbolo e icona. All'affetto e ai riconoscimenti che gli sono tributati in queste ore ci uniamo anche noi, rendendogli il doveroso omaggio della nostra istituzione e il più sentito ringraziamento per quanto ha fatto e rappresentato". Così in una nota il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Federico Romani ricorda lo stilista Valentino Garavani. Oggi, in occasione della seduta di Consiglio regionale, Romani chiederà all'Aula di osservare un minuto di silenzio.

Valentino e Milano: la prima sfilata moda uomo e il rapporto con Armani: "Amici, mai rivali"

Nel percorso di Valentino, che avrebbe poi eletto Roma e Lazio come luoghi centrali per la propria maison, Milano e Voghera restano snodi decisivi. Nel capoluogo lombardo, ricostruisce il Corriere, nel gennaio 1985 Valentino firma una data spartiacque non solo per la propria carriera ma per l’intero Made in Italy, con la prima sfilata di moda maschile, rafforzando un legame destinato a durare tra passerelle, sistema produttivo, relazioni finanziarie e successive fasi di trasformazione del marchio. In questo contesto si colloca anche il rapporto con Giorgio Armani, volto simbolo della moda milanese: tra i due non ci fu mai rivalità, ma una stima reciproca, sintetizzata nell’idea di essere “amici, mai rivali”, due identità estetiche distinte capaci di riconoscersi senza sovrapporsi.

 

 

Valentino Garavani e quel legame mai interrotto con Voghera

A sottolineare il rapporto con la città natale è la sindaca di Voghera Paola Garlaschelli. "Al di là della dimensione internazionale e del legame fortissimo con Roma, Valentino Garavani ha avuto origini segnate dal mondo lombardo". Un percorso umano e culturale fondato, spiega, "sulla cultura del lavoro, sull’eleganza sobria e sulla concretezza". Uno sguardo nato a Voghera e poi diventato universale, capace di influenzare l’immaginario e l’idea stessa di bellezza come valore culturale.

Un legame non solo simbolico. Nel 2023 Valentino ha sostenuto concretamente la riapertura del Teatro ottocentesco a lui intitolato, contribuendo a restituire alla città un luogo centrale di cultura e vita civile. "Un gesto profondamente sentito – conclude Garlaschelli – quello di un figlio che, pur vivendo nel mondo, non ha mai smesso di appartenere alla sua città natale".

Il genio lombardo e l’eleganza eterna

Barbara Mazzali, già assessore alla Moda di Regione Lombardia, definisce Valentino "uno dei più grandi ambasciatori di bellezza, stile e cultura nel mondo". Un maestro dell’alta moda, "profondamente lombardo nel rigore, nella disciplina, nella cultura del lavoro ben fatto", ma al tempo stesso internazionale nella visione. Il suo stile, sottolinea, non ha mai inseguito le mode, ma le ha spesso anticipate e definite.

Parole di commozione arrivano anche dall’assessora regionale Elena Lucchini: "Da vogherese, in questo momento sento un vuoto profondo". Valentino, ricorda, ha trasformato il suo lavoro in "un linguaggio universale" fatto di misura, rigore e visione. Debora Massari, assessora al Turismo e alla Moda, parla invece di un "maestro della moda" che ha saputo raccontare al mondo l’eleganza e lo spirito creativo del Made in Italy, ispirando generazioni di stilisti.

Biffi (Assolombarda): "Un imprenditore visionario"

Il cordoglio attraversa anche il mondo politico e industriale. Letizia Moratti sottolinea come Valentino abbia portato l’Italia "ai vertici della cultura e dello stile nel mondo", coniugando tradizione e innovazione. Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, lo ricorda come "un imprenditore visionario", interprete autentico del saper fare italiano, capace di costruire un impero globale fondato su eleganza, cultura e sapienza artigiana.

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