Montecore FW 2026/27, il tempo come valore. Intervista esclusiva a Fabio Peroni

Il fondatore di Montecore racconta la collezione Fall Winter 2026/27 mettendo l'accento sul tempo

di Krystel Lowell
The Milan Show-Biz

Montecore FW 2026/27, il tempo come valore. Intervista esclusiva a Fabio Peroni

In un sistema moda che accelera continuamente il ritmo, Montecore continua a muoversi in controtendenza, scegliendo il tempo come alleato e non come nemico. La collezione Fall Winter 2026/27 non nasce per inseguire la stagione, ma per attraversarla, confermando una visione fatta di concretezza, funzione e durata. Una moda pensata per essere vissuta davvero, ogni giorno, e non semplicemente esibita. Al centro di questo percorso c’è Fabio Peroni, fondatore e direttore creativo del brand, che parla di Montecore con il tono pacato di chi non ha bisogno di sovrastrutture narrative per spiegare ciò che fa.

«Non è importante creare capi che durino, è determinante», dice Peroni senza esitazioni. «È la missione di Montecore. Facciamo capi che devono durare almeno vent’anni». Il concetto Beyond Time, inciso sull’etichetta con il grifo, non è una promessa astratta ma un impegno reale, quasi tecnico. «Non è pubblicità, è una verità. I nostri capi li garantiamo minimo vent’anni, e c’è chi li indossa ancora dopo molto di più. Dipende tutto dalla qualità dei materiali e da come sono costruiti». Una dichiarazione che trova riscontro diretto nella collezione FW 26/27, dove l’outerwear resta il cuore del progetto: capispalla in tessuti tecnici evoluti, lane compatte, cashmere double, costruzioni che uniscono struttura e comfort con naturalezza. Il layering diventa linguaggio funzionale, con giacche leggere trapuntate pensate per essere indossate sotto cappotti più importanti, mentre i pantaloni mantengono un’impostazione sartoriale ma con volumi morbidi e fondi più ampi, pensati per accompagnare il movimento.

Il processo creativo di Montecore resta profondamente materico. «Io parto sempre dal tessuto», racconta Peroni. «Tutto il progetto nasce da lì, poi si declina nelle funzioni. Questa collezione la seguo da solo dall’inizio alla fine, quindi ovviamente c’è molto di me». Il tessuto non è un supporto, ma il vero punto di origine del capo, l’elemento che ne determina il senso e l’uso nel tempo. È un approccio che rifugge la logica del total look imposto e che privilegia l’idea rispetto alla completezza forzata della collezione.

In questo contesto si inserisce una delle novità più significative della stagione: la prima capsule di calzature Montecore. Un’estensione naturale del brand, non un’operazione di opportunità. «La scarpa nasce perché c’era un pensiero dietro», spiega Peroni. «Il dato di base è il comfort. Se togliamo di mezzo l’idea della sneaker – che ormai fanno tutti – serviva un’alternativa». Nasce così una calzatura che unisce l’anima di una sneaker alla forma di un mocassino classico ed elegante. «È una sneaker vera, ma fatta a forma di mocassino. Non è la forma che fa la differenza, è come la indossi». Il fondo morbido e duttile, la presa sul terreno, la lavorazione a mezzo sacchetto e la costruzione artigianale italiana trasformano l’esperienza d’uso. «La indossi e ti senti in una pantofola morbidissima. Spiegarlo a parole è difficile, va provata». Peroni è diretto anche sul contesto: «Le sneakers stanno un po’ stancando. Serviva qualcosa di più elegante, ma con lo stesso livello di comfort».

A rafforzare il racconto del brand arriva anche l’ampliamento dello showroom di via Montenapoleone, oggi esteso su 650 metri quadrati. Uno spazio che Peroni ha disegnato e progettato personalmente, con l’idea di creare un luogo che non assomigliasse a uno showroom tradizionale. «Per me era fondamentale creare un posto dove le persone potessero sentirsi a casa». Nessuna contaminazione stilistica, nessun eccesso decorativo: «Volevo un ambiente che rispecchiasse Montecore. È quasi un salotto, più che uno strumento di vendita». Un luogo in cui il tempo si dilata, dove ci si ferma, si parla di prodotto, si osservano i dettagli. «La gente resta ore, si trova bene, si immerge nella collezione. È il modo migliore per raccontare chi siamo».

Footwear e nuovo showroom segnano un passaggio importante nel percorso di crescita del brand, ma senza strappi o accelerazioni forzate. «Non faremo mai un total look a prescindere», chiarisce Peroni. «Se c’è un’idea dietro un prodotto, lo facciamo. Altrimenti no». Anche l’espansione segue la stessa logica prudente. «La crescita va dosata. Se acceleri troppo su una strada stretta, rischi di fare il passo più lungo della gamba». Eppure i risultati sono solidi, con una presenza internazionale sempre più ampia e mercati esteri che trainano lo sviluppo. «Io non sono mai completamente soddisfatto», ammette. «C’è sempre da fare meglio. Ma sì, mi sembra che stia andando molto bene».

Montecore FW 2026/27 si muove così fuori dal rumore di fondo della moda stagionale, costruendo un’idea di lusso silenzioso, responsabile, profondamente legato alla vita reale. Una moda che non cerca l’effetto immediato, ma la continuità. Come sintetizza Peroni con naturalezza: «Se un capo funziona davvero nella vita di chi lo indossa, allora ha senso farlo. Tutto il resto è superfluo».

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