Milano-Cortina 2026, cala il sipario per un'edizione record: "Un nuovo standard per il futuro"
A Milano si è spento il braciere. Malagò: “Grandissima Italia, sei stata di parola”. Coventry (Cio): "Dovete essere orgogliosi". Fontana: "Un sogno fortemente voluto dalla Lombardia"
Milano-Cortina 2026, cala il sipario per un'edizione record: "Un nuovo standard per il futuro"
Si è chiusa all’Arena di Verona l’Olimpiade invernale di Milano-Cortina 2026, la prima edizione “diffusa” della storia dei Giochi. Dopo oltre due settimane di gare e di eventi tra Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, il Braciere Olimpico si è spento in contemporanea a Verona, Milano e Cortina D’Ampezzo, segnando il passaggio di consegne alle Alpi francesi che ospiteranno l’edizione del 2030.
All'Arena il passaggio di consegne con la Francia: assenti Trump e Macron
Davanti a 12mila spettatori, il palco – una grande goccia d’acqua, simbolo dell’unione tra le sedi alpine e la Pianura Padana – ha accompagnato la consegna della bandiera olimpica europea al comitato organizzatore delle Alpi francesi 2030. La cerimonia ha visto alternarsi sul palco l’étoile del Teatro alla Scala Roberto Bolle, il cantautore Achille Lauro, l’attrice Benedetta Porcaroli, il dj Gabry Ponte e i Major Lazer. Le luci si sono spente sulle note della pianista veneziana Gloria Campaner, che ha eseguito musiche di Ludovico Einaudi. Tra le autorità presenti la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini e il ministro per lo Sport Andrea Abodi. Assente il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, rimasto a Washington, così come il presidente francese Emmanuel Macron.
Malagò: “Grandissima Italia, sei stata di parola”
Dal palco dell’Arena, il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, ha rivendicato il risultato organizzativo: “Ben fatto, Italia. Hai mantenuto le tue promesse! Grandissima Italia, sei stata di parola!”. “Alla Cerimonia di Apertura dissi che non ero mai stato così orgoglioso di essere italiano. Questa sera, lo sono ancora di più”, ha aggiunto, ringraziando “tutti coloro che hanno lavorato instancabilmente per rendere tutto questo possibile e a tutti coloro che hanno creduto in noi”. Malagò ha invitato il Paese a sentirsi parte di una “squadra vincente”: “Siete una squadra vincente, siate orgogliosi della vostra impresa”.
Coventry (Cio): “Avete fissato un nuovo standard per il futuro”
La presidente del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry, ha parlato di un’edizione che segna un punto di svolta: “Avete realizzato un nuovo tipo di Giochi Invernali e fissato un nuovo standard per il futuro. Potete esserne davvero orgogliosi”. Rivolgendosi agli atleti ha sottolineato: “Sono state due settimane indimenticabili, vissute intensamente in ogni istante. Avete dato tutto e lo avete condiviso con tutti noi”. “Questo è il vero spirito olimpico: competere, abbracciarsi, sostenersi a vicenda, qualunque sia il risultato. Ci avete mostrato cosa significano eccellenza, rispetto e amicizia in un mondo che a volte dimentica questi valori”.
Un ringraziamento è andato al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, definito “il tifoso numero uno del Team Italia”, e alla premier Meloni, oltre che ai presidenti di Regione e ai sindaci dei territori ospitanti: “Grazie per aver condiviso il meglio dell’Italia con il mondo”.
Italia Team, record storico di 30 medaglie
Sul piano sportivo, Milano-Cortina si chiude con il miglior risultato di sempre per l’Italia ai Giochi invernali: 30 medaglie (10 ori, 6 argenti e 14 bronzi), superando il primato di Lillehammer 1994. Portabandiera alla chiusura sono stati Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto, protagonisti di un’edizione che ha consolidato l’Italia tra le potenze degli sport invernali. Il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, ha parlato di “un’Olimpiade da trenta e lode”, sottolineando come Milano-Cortina abbia contribuito “ad arricchire la storia della nostra Repubblica”.
Fontana: “Un sogno fortemente voluto dalla Lombardia”
Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha rivendicato la scelta politica alla base della candidatura: “Grazie a tutti quelli che ci hanno creduto. Il sogno che diventa realtà, come nella più bella delle favole”. “L’orgoglio di essere il presidente della Regione che, insieme al Veneto, più di ogni altro soggetto istituzionale ha fortemente voluto questo evento. Un evento che ha scritto per sempre la storia del nostro Paese e della nostra Lombardia”. Parole che si inseriscono nel dibattito sull’eredità dei Giochi, non solo simbolica ma anche infrastrutturale ed economica.
Santanchè: “Lo sport è scuola di vita. E la politica impari”
Il ministro del Turismo Daniela Santanchè ha affidato ai social una riflessione ampia sul valore dello sport: “Non per i record. Non per le medaglie. Per quello che siete stati quando nessuno vi guardava”. “Abbiamo visto cadute e risalite. Gioia condivisa. Abbracci tra avversari. Lacrime di chi sa che dietro ogni sconfitta c’è una vita sacrificata”. Quindi l’affondo politico: “Lo sport è costruire, amare, perdonare, ispirare. E questo non può restare solo un momento. Deve diventare cultura”. E ancora: “Se la politica imparasse da voi? Se competere non volesse dire annientare, ma superarsi, insieme?”.
Saldini: “Non solo opere, ma legacy per i territori”
Il commissario di governo e ad di Simico, Fabio Saldini, ha messo l’accento sulle infrastrutture: “Ogni medaglia conquistata in questi giorni è anche il simbolo di un cantiere che ha saputo diventare futuro”. “Abbiamo costruito impianti perché fossero all’altezza dei migliori atleti del mondo, e oggi quegli stessi luoghi sono già storia dello sport”. “Siamo orgogliosi di aver restituito ai territori strutture moderne, sicure, pensate per durare oltre i Giochi. Non abbiamo realizzato solo opere: abbiamo costruito occasioni, comunità, legacy”.
L’impatto economico e l’appuntamento con le Paralimpiadi
Per una valutazione complessiva dell’impatto economico occorrerà attendere i prossimi mesi. Le prime stime parlano di ricadute intorno ai 5,3 miliardi di euro, 500-600 milioni di gettito fiscale aggiuntivo e circa 1,3 milioni di biglietti venduti. Ora l’attenzione si sposta sulle Paralimpiadi, con la cerimonia di apertura fissata per il 6 marzo, ancora all’Arena di Verona.