Milano Cortina 2026, stress test all’Arena Santa Giulia con imprevisto. Ma il Cio: "Siamo dove volevamo essere"
Circa 3mila spettatori per la prima partita ufficiale nel nuovo impianto milanese. Il CIO promuove il percorso, la NHL osserva. Un buco nel ghiaccio ferma il test event per alcuni minuti
Milano Cortina 2026, stress test all’Arena Santa Giulia con imprevisto. Ma il Cio: "Siamo dove volevamo essere"
La Santa Giulia Ice Hockey Arena di Milano ha ospitato la sua prima partita ufficiale in vista delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. La semifinale di Coppa Italia tra Varese e Caldaro ha rappresentato un test event cruciale per l’impianto, seguito da circa 3mila spettatori. Tra lavori ancora da completare, valutazioni della NHL e un problema al ghiaccio risolto in corsa, il debutto ha segnato una tappa chiave verso i Giochi.
La nuova Santa Giulia Ice Hockey Arena ha acceso per la prima volta le luci della competizione ufficiale. Non erano le stelle dell’hockey mondiale, ma la semifinale di Coppa Italia tra Varese e Caldaro ha rappresentato il vero debutto dell’impianto che ospiterà le gare olimpiche di Milano Cortina 2026. Una prima che ha richiamato circa 3mila spettatori, sistemati su tre quarti delle tribune, con una curva ancora in fase di completamento.
Sul ghiaccio si sono imposti i “lucci” altoatesini del Caldaro con un netto 8-3, ma il risultato è passato in secondo piano rispetto al significato dell’evento. La gara ha inaugurato una tre giorni di test event olimpico che culminerà con le finali di Coppa Italia e l’assegnazione del 92° scudetto dell’hockey italiano, sotto lo sguardo attento di osservatori internazionali, funzionari del Comitato Olimpico Internazionale e del comitato organizzatore.
Ducrey (Cio): "Da finire alcune cose, ma siamo dove volevamo essere"
L’impianto, come ammesso dagli stessi vertici olimpici, non è ancora definitivo. “Ci sono da finire alcune cose, ma siamo dove volevamo essere”, ha spiegato Pierre Ducrey, direttore sportivo del CIO, sottolineando come il piano preveda il completamento dell’arena dopo il test event. Per Ducrey, la struttura “ha il potenziale per diventare un’arena fantastica”.
Tema centrale resta la presenza dei giocatori NHL ai Giochi. Ducrey si è detto “molto fiducioso” del loro ritorno: “Saranno qui al 100%, vederli giocare a febbraio sarà estremamente emozionante”. La NHL è in visita all’impianto e al termine dei test dovrebbe esprimere una valutazione ufficiale, dopo le preoccupazioni espresse nei mesi scorsi sulla qualità del ghiaccio e sui tempi di costruzione. Il vicecommissario Bill Daly aveva chiarito che eventuali problemi di sicurezza avrebbero potuto mettere in discussione la partecipazione dei giocatori della lega.
Francisi (Fondazione Milano Cortina): "Non un miracolo, sempre convinti di farcela"
Sul fronte operativo, Andrea Francisi, Chief Operation Games Officer della Fondazione Milano Cortina, ha escluso allarmismi. L’arena è pronta per il test event, ha spiegato, e le prossime settimane serviranno a completare gli ultimi interventi. “Non è un miracolo, siamo sempre stati convinti di farcela”, ha detto, ridimensionando anche le presunte critiche della NHL, definite piuttosto “discussioni sulle segnature del campo”.
Il buco nel ghiaccio che ha fatto interrompere il match
Il debutto non è stato però privo di imprevisti. Alla fine del primo periodo della gara tra Varese e Caldaro si è formato un buco nel ghiaccio, costringendo a una breve interruzione del match. Il problema è stato risolto rapidamente dagli addetti e la partita è ripresa regolarmente. Episodi di questo tipo, tra crepe e cedimenti localizzati, rientrano nelle casistiche possibili nell’hockey, soprattutto in una fase di test.
Una prima prova, dunque, tra segnali incoraggianti, lavori ancora in corso e inevitabili stress test, con l’Arena Santa Giulia chiamata ora a superare l’esame più importante: convincere definitivamente il mondo dell’hockey internazionale in vista dell’appuntamento olimpico.