Milano è (anche) una faccenda nazionale: cosa deciderà di fare Schlein con il Pd cittadino?
E' la fine di un ciclo dopo i quindici anni di Pisapia e Sala. Il quale proverà a difendersi da ogni calcio dell'asino sferrato da un Pd che invoca discontinuità. Le opzioni di Schlein su Milano. Il commento
Elly Schlein e Beppe Sala
E' uscita la nuova puntata di "Frontale", newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.com
Milano è (anche) una faccenda nazionale: cosa deciderà di fare Schlein con il Pd cittadino?
Mettiamo qualche punto chiaro, tanto perché la vicenda delle comunali di Milano si avvicina e c'è da affermare degli assunti.
Primo postulato: è la fine di un ciclo. Un ciclo lungo quindici anni, con Pisapia e poi doppio Sala. Un ciclo che ha visto il Pd largamente egemone, con gli assessori chiave che sono passati da una giunta all'altra fino ad oggi. Questo è, e c'è poco da dire. Le persone e le personalità di questo ciclo rimarranno nel gioco futuro (penso a Scavuzzo ma anche a Majorino), ma con ruoli e aspettative radicalmente diversi - infatti si candidano sindaco entrambi, per dirne una.
LEGGI ANCHE: MILANO, IL PD CHIEDE DISCONTINUITA' E FA SBOTTARE SALA: "A SINISTRA SIAMO PROPRIO FURBI..."
Secondo postulato: la non continuità delle persone non determina necessariamente la discontinuità contenutistica. Cioè il Pd ha e avrà per ogni giorno di campagna elettorale due scelte. Da una parte quella di rivendicare il lavoro fatto scontentando i verdi e la sinistra radicale, dall'altra parte quella di tirare il vergognoso calcio dell'asino a Beppe Sala. Delle due scelte ovviamente prenderà la terza, la democristiana: dire che ci vuole una evoluzione (la discontinuità omeopatica, per fare il verso al segretario Alessandro Capelli) all'interno della continuità.
Terzo postulato: il sindaco prova e proverà a difendersi. Con la fine del secondo mandato il potere del primo cittadino va lentamente a spegnersi, se non è protagonista della successione. Quindi, dal suo punto di vista, difenderà il proprio operato e tutto quello che sembrerà - anche solo da un titolo - il calcio dell'asino, si beccherà in risposta uno schiaffone. La legge del taglione della politica.
Quarto postulato: Milano è, da sempre, una vicenda anche nazionale. Se perde Milano la sinistra avrà un grosso problema. Ma è una vicenda soprattutto cittadina: i milanesi non voteranno a destra perché piace la Meloni, i milanesi voteranno quello che li convincerà a livello umano.
E quindi? Quindi - postulato questo - la Schlein dovrà fare una scelta: mettersi con le mani e con i piedi a trattare nelle beghe milanesi? Benedire qualcuno? Oppure lasciar fare? Si attendono scommesse, anche se io la mia risposta penso di averla.
ASCOLTA LA RUBRICA "PINOCCHIO" OGNI GIORNO SU RADIO LOMBARDIA (100.3), IN ONDA ALLE 19.15 DURANTE IL PROGRAMMA DI APPROFONDIMENTO "PANE AL PANE" E IN REPLICA IL GIORNO DOPO ALLE 6.45