Milano, il Pd chiede discontinuità e fa sbottare Sala: "A sinistra siamo proprio furbi...". E Scavuzzo rilancia: "Sindaco? Ne sarei felice" - Affaritaliani.it

Milano

Ultimo aggiornamento: 17:46

Milano, il Pd chiede discontinuità e fa sbottare Sala: "A sinistra siamo proprio furbi...". E Scavuzzo rilancia: "Sindaco? Ne sarei felice"

Il sindaco reagisce sarcasticamente alle parole del segretario dem Capelli sul voto 2027. Sullo sfondo il dibattito sul “modello Milano” e la scelta del candidato

di Giorgio d'Enrico

Milano, il Pd insiste sulla discontinuità e fa sbottare Sala: "A sinistra siamo proprio furbi..."

"Discontinuità? Quando la destra è al governo non continua ad invocare discontinuità. A sinistra evidentemente siamo più furbi. Molto più furbi". Così il sindaco di Milano Beppe Sala commentando l’intervista rilasciata da Alessandro Capelli al Corriere della Sera, edizione milanese. Una frase che fotografa il nervo scoperto di una maggioranza che governa Milano da oltre quindici anni e che ora si interroga su come raccontare il proprio futuro senza smentire il proprio passato.

A innescare la reazione del sindaco sono state le dichiarazioni di Alessandro Capelli, che nell’intervista pubblicata oggi ha parlato esplicitamente di un cambio di fase. "Già due anni fa abbiamo detto per primi che era finito il ciclo del modello Milano avviato nel 2011 e che era il momento di immaginare un nuovo progetto. Ora siamo in un mondo nuovo, in una grande frattura d’epoca, e dobbiamo rispondere a domande nuove", ha spiegato Capelli. Parole che, lette dal sindaco, suonano come una presa di distanza da un’esperienza amministrativa di cui Sala è il principale interprete e volto politico. E che riaprono un tema delicato: come costruire il “dopo Sala” senza mettere in discussione l’eredità degli ultimi mandati.

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Dal “modello Milano” alla città del futuro: la visione di Capelli

Nell’intervista, Capelli ha rivendicato i risultati ottenuti dal centrosinistra dal 2011 in poi, ma li ha collocati dentro una narrazione di superamento. "Il cosiddetto Modello Milano non è qualcosa di statico, dobbiamo pensare alla città del futuro", ha detto, ricordando come Milano sia diventata "una grande capitale internazionale, attrattiva, che investe sul sociale come nessun’altra, capitale dei diritti", citando infrastrutture, mobilità sostenibile e investimenti pubblici.

Allo stesso tempo, però, il segretario dem ha ammesso che il contesto è cambiato, anche per fattori che vanno oltre i confini cittadini: mercato immobiliare, precarietà e difficoltà della classe media. Da qui l’idea che la “discontinuità” non sia una rottura politica, ma un adattamento a una città diversa da quella di quindici anni fa.

Scavuzzo: "Discontinuità? Non serve 'uccidere il padre' per affermarsi"

Nel dibattito è quindi intervenuta in mattinata anche la vicesindaco Anna Scavuzzo, ospite del podcast La Stoccata (QUI IL LINK): "Discontinuità? C'è chi dice che dovrei prendere le distanze da Sala ma io penso che non serva 'uccidere il padre' per affermarsi. Sono tuttavia una persona molto diversa da Beppe, nel bene e nel male. Lui ha le proprie caratteristiche e viene da un mondo che non è il mio. Ha interpretato il suo ruolo in maniera molto apprezzabile in alcuni frangenti, più faticosa in altri. E questa estate è stata il banco di prova per una gestione diversa di alcune cose, questo è sotto gli occhi di tutti. Ma da parte mia non ci sarà nessun distacco dal sindaco, non è il mio atteggiamento". 

"Sindaco di Milano? Ne sarei felice. Disponibile alle primarie"

Scavuzzo ha quindi pienamente confermato l'interesse a partecipare alla corsa per la fascia di primo cittadino: "Penso sia una prospettiva coerente con l'impegno che sto costruendo da un po' di tempo nei confronti di questa città. Fare il sindaco di Milano è un grande onore ed una grande responsabilità, ne sarei felice". Anche passando attraverso le primarie? "Se il tavolo di coalizione le imposta come elemento di costruzione di un racconto politico rispetto alle prospettive su Milano, sono assolutamente disponibile. Devono essere un percorso utile e largo, non un congresso del Pd. L'obiettivo di tutti resta che il centrosinistra continui a governare Milano".

Uguccioni (Pd): "Risultati di Sala sotto gli occhi di tutti, ma le città si evolvono"

E' intervenuta quindi anche la capogruppo del Pd a Palazzo Marino Beatrice Uguccioni: "Nessuno di noi è fermo nel tempo o nostalgico del passato, come il centrodestra che vorrebbe far tornare Milano a vent'anni fa, ma stiamo attenti ai fraintendimenti o ai tentativi di strumentalizzazione: porteremo a termine con convinzione i progetti delle ultime consiliature di Pisapia e Sala, i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti, a partire dalla crescita senza precedenti e dall'internazionalizzazione della città, e insieme vogliamo affrontare le nuove istanze che emergono dal tempo in cui viviamo per continuare ad innovare Milano. Le città si evolvono e alla politica spetta il compito di saper interpretare il cambiamento".

Nahum (Azione): "Possibile che nessuno rivendichi con orgoglio il lavoro di questi 15 anni?"

"Come si fa a parlare di discontinuità quando si è governato bene per 15 anni? Possibile che non si trovi un candidato alle primarie capace di rivendicare con orgoglio il lavoro di questi 15 anni?". Se lo chiede Daniele Nahum, consigliere comunale di Azione a Milano.  "In questi quindici anni Milano è migliorata profondamente. Certamente stanno emergendo delle criticità, naturali in una città che si è sviluppata tanto e che ha avuto una capacità attrattiva e culturale straordinaria. I numeri non mentono: gli investimenti sono passati dai 450 milioni del 2012 a 1,2 miliardi negli ultimi due anni", sottolinea Nahum. "Sicuramente - aggiunge - molte cose devono essere sistemate, dall'edilizia convenzionata che deve essere più incisiva per andare incontro a un ceto medio che fa sempre più fatica a vivere a Milano, al miglioramento della percezione di sicurezza dei cittadini. Tante cose vanno certamente sistemate, ma io mi chiedo se non si è alzato un po' troppo il gomito". 

Capelli dopo le polemiche: "Orgogliosi di quanto fatto dal 2011, ma a Milano servono risposte nuove"

"Il centrosinistra ha cambiato dal 2011 la città e siamo molto orgogliosi del lavoro fatto in questi 15 anni. Questo non è affatto incompatibile con l'idea che da qui in avanti Milano avrà bisogno di risposte nuove". Questa la spiegazione giunta in serata sulle sue pagine social da parte del segretario del Pd di Milano Alessandro Capelli, dopo la sua intervista al Corriere e le conseguenti reazioni. Al centrodestra "mi permetto due consigli: le interviste si leggono e non si sfogliano solo i titoli. Le polemiche si possono fare sulle risposte, su altro diventa pretestuoso - sottolinea -. Capisco che nel centrodestra sovranista si guardi con interesse il passato e la storia dalla decima mas, ma Milano apprezza la politica che pensa al futuro. Con visione e senza politicismi". 

La road map del Pd verso il 2027

Tornando all'intervista di Capelli, il segretario del Pd ha anche tracciato il percorso che il partito intende seguire verso le comunali. "Durante le Olimpiadi lavoreremo sull’agenda di fine mandato, e subito dopo, con la coalizione, ci occuperemo del programma e della scelta del candidato", con l’obiettivo di avere un nome entro il prossimo inverno. Prima la visione, poi il programma, infine il candidato, eventualmente passando dalle primarie, che Capelli definisce "una grande opportunità" se non emergerà una figura unitaria e forte. Sul piano politico nazionale, infine, il segretario dem ha legato il destino di Milano a quello del Paese: "Nel 2027 si deciderà il destino del Paese e Milano avrà un ruolo fondamentale nella costruzione dell’alternativa al governo sovranista".

La reazione di Sala segnala tuttavia immediatamente una tensione politica reale: come tenere insieme continuità amministrativa e rinnovamento politico.

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