Memoria, Segre: “Sono ancora quella ragazza sola di Auschwitz, diventata vecchia nonostante chi mi odia. Ecco perchè non testimonio più"

La senatrice a vita al Memoriale della Shoah di Milano, nel giorno della Memoria della sua deportazione: “Oggi sono una donna di pace”

di Giorgio d'Enrico

Liliana Segre

Milano

Memoria, Segre: “Sono rimasta quella ragazza sola di Auschwitz, ma sono diventata vecchia nonostante chi mi odia"

“Io sono rimasta quella ragazzina, quella ragazzina sola che è stata ad Auschwitz e sono diventata vecchia nonostante quelli che mi odiano e mi dicono delle parole che nemmeno conoscevo. Nonostante questo sono diventata una donna di pace, questa sono io oggi, una donna di pace”. Così la senatrice a vita Liliana Segre è intervenuta ieri al Memoriale della Shoah di Milano, dove si è celebrata la Memoria della sua deportazione e di quella di tutti gli ebrei e i dissidenti politici deportati nei campi di sterminio. Il 30 gennaio 1944 Liliana Segre partì dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano, diretta ad Auschwitz. Un luogo diventato simbolo della deportazione e dello sterminio, oggi cuore del Memoriale.

Segre: "Perchè ho smesso di testimoniare”

Nel suo intervento, la senatrice ha spiegato anche le ragioni della scelta di ridurre le testimonianze pubbliche: “Una delle ragioni per cui ho smesso di testimoniare è perché è difficile testimoniare la Shoah da vecchi e vecchissimi come sono io, perché quando testimoniavo io avevo sempre 13 anni e la differenza tra quella ragazzina e quello che sono oggi non c'è. Io sono rimasta quella ragazza”. Un’identità che il tempo non ha scalfito, nonostante l’età e le offese ricevute negli anni più recenti: “Sono rimasta quella ragazza sola che sono stata nel campo di concentramento e sono diventata vecchia nonostante quelli che mi odiano”, ha concluso Segre, ribadendo ancora una volta il valore della memoria come scelta di pace.

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