Mps-Mediobanca, la Procura di Milano indaga per insider trading un dirigente del Mef. Di chi si tratta
Sotto la lente della Procura di Milano le operazioni su azioni Mps e Mediobanca di Stefano Di Stefano, consigliere del Monte dei Paschi
Mps-Mediobanca, la Procura di Milano indaga un dirigente del Mef con l'ipotesi di insider trading
Un nuovo filone giudiziario si apre nell’ambito dell’indagine milanese sul risiko bancario che ha portato alla scalata di Mediobanca da parte di Monte dei Paschi di Siena. La Procura di Milano ha iscritto nel registro degli indagati Stefano Di Stefano, alto dirigente del Ministero dell’Economia e delle Finanze e attuale consigliere di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena.
L’ipotesi di reato contestata è insider trading. Al centro degli accertamenti c’è il contenuto del cellulare del dirigente, sequestrato lo scorso novembre dalla Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto risiko bancario, quando Di Stefano non risultava ancora indagato.
Le operazioni su Mps e Mediobanca in prossimità dell'Ops
Dall’analisi delle conversazioni e dei dati presenti sul dispositivo sarebbe emerso che Di Stefano avrebbe effettuato acquisti di azioni sia di Mps sia di Mediobanca in prossimità dell’operazione pubblica di scambio (Ops) lanciata su piazzetta Cuccia. Un’operazione che ha poi portato alla conquista di Mediobanca da parte dell’istituto senese. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, gli acquisti sarebbero avvenuti “a cavallo” dell’Ops, per un controvalore complessivo di circa 100mila euro. Elementi che hanno spinto la Procura a ipotizzare l’utilizzo di informazioni privilegiate da parte del dirigente pubblico.
Il doppio ruolo di Di Stefano al Tesoro e nel Cda di Mps
Di Stefano è a capo della Direzione “Partecipazioni societarie e tutela degli attivi strategici” del Ministero dell’Economia e delle Finanze, struttura che segue da vicino i dossier più sensibili sulle partecipazioni pubbliche. Dal 2022 siede inoltre nel consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena. Proprio questo doppio ruolo è ora al centro delle valutazioni degli inquirenti, che stanno approfondendo la tempistica delle operazioni finanziarie e il contesto informativo in cui sarebbero maturate. Le verifiche della Procura proseguono per chiarire se le operazioni contestate configurino effettivamente un’ipotesi di insider trading o se possano essere ricondotte a scelte di investimento legittime.