Milano-Cortina, Piantedosi alla Camera sull'Ice: "Gli agenti non saranno esecutivi, nessuna compressione della nostra sovranità"

Il ministro risponde alla Camera sulla presenza alle Olimpiadi di agenti dell'ICE statunitense: "Cooperazione dal 2009. E nel 2020 una delegazione russa..."

di Roberto Servio
Matteo Piantedosi
Milano

Milano-Cortina, Piantedosi alla Camera sull'Ice: "Gli agenti non saranno esecutivi, nessuna compressione della nostra sovranità"

Si è svolta questa mattina nell’Aula della Camera dei Deputati l’informativa urgente del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulla presunta presenza in Italia di personale dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) degli Stati Uniti in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Un intervento richiesto dopo le polemiche politiche sulla cooperazione con le autorità statunitensi in materia di sicurezza.

Piantedosi: "Agente Ice in Italia non avranno funzioni esecutive"

Nel corso dell’informativa, Piantedosi ha chiarito la natura della presenza americana, escludendo qualsiasi attività esecutiva. “Sul piano fattuale, gli investigatori di HSI che verranno in Italia, a supporto del personale già presente nelle sedi diplomatiche statunitensi, non sono agenti operativi e non hanno alcuna funzione esecutiva. Inoltre opereranno all'interno degli uffici diplomatici statunitensi e quindi non saranno neanche tecnicamente su suolo italiano”.

Il ministro ha ribadito che il perimetro di azione di questi investigatori resterà invariato anche durante i Giochi olimpici. “Sulla base di quell'accordo svolgono sempre lo stesso tipo di attività di natura investigativa, senza che il governo abbia mai disposto o anche soltanto ipotizzato alcuna modifica al loro perimetro di azione né per le Olimpiadi né in vista di altri possibili scenari. E non è mai arrivata alcuna proposta o richiesta di modificare queste attività dalle autorità americane”.

Piantedosi ha risposto anche alle accuse di una presunta lesione della sovranità italiana. “La presenza di personale riconducibile all'Agenzia ICE non è di certo un'improvvisa e unilaterale iniziativa di compressione della nostra sovranità nazionale, come da taluni rappresentata, ma l'ottemperanza ad un'intesa internazionale giuridicamente vincolante e assunta dall'Italia nel pieno rispetto delle previsioni della Costituzione e delle prerogative del Parlamento”.

Gli accordi con l'HSI risalgono al 2009: gli effetti della cooperazione

Nel suo intervento, il ministro dell’Interno ha ricordato che la cooperazione tra le autorità italiane e l’Homeland Security Investigations affonda le radici in un accordo bilaterale del 2009, ratificato con legge nel luglio 2014. “La cooperazione in questione risale a un accordo bilaterale del 2009, ratificato con legge nel luglio 2014, quando al Governo c'era quella stessa opposizione che oggi mostra di indignarsi”. Piantedosi ha aggiunto che quell’intesa fu vantaggiosa per l’Italia, perché mirata al contrasto di reati particolarmente gravi e capace di rafforzare il livello di sicurezza nazionale.

Nel passaggio più operativo dell’informativa, il ministro ha rivendicato i risultati concreti ottenuti grazie alla cooperazione con l’ICE e l’HSI. “La collaborazione delle autorità italiane con questi investigatori ha una precisa base giuridica, risalente nel tempo e si è dimostrata particolarmente fruttuosa”.

Piantedosi ha citato, tra gli esempi più recenti, lo smantellamento di una rete internazionale di pedopornografia online, avvenuto pochi giorni fa. “Il loro lavoro è stato determinante. Nell'occasione l'Hsi ha messo a disposizione tecnologie avanzate che hanno permesso di infiltrarsi in comunità riservate di pedofili, di ricostruirne i flussi finanziari e individuare i responsabili. E questo non è un caso isolato”.

Il ministro ha poi richiamato una serie di operazioni concluse grazie allo scambio informativo con le autorità statunitensi, dall’operazione Empire del 2022 contro il narcotraffico internazionale, fino alle indagini sullo spaccio di ossicodone verso gli Stati Uniti e all’operazione Mafia Starz contro il traffico di ecstasy con base in Sicilia. Tra gli ultimi episodi ricordati, anche l’arresto nell’ottobre 2025 di un cittadino francese all’aeroporto di Bologna con circa sei chili di eroina, reso possibile da informazioni fornite dall’addetto HSI a Roma.

Il precedente della missione russa in Italia nel 2020

In chiusura, Piantedosi ha rivendicato l’attenzione del governo alle cornici giuridiche internazionali, citando un precedente del passato. “Il nostro Governo in materia di relazioni internazionali, presta grande attenzione ai contenuti e al rispetto delle cornici giuridiche di riferimento, circostanza non sempre realizzatasi nel passato. Penso per esempio alla singolare missione militare organizzata dai Russi in Italia nel marzo del 2020, subito dopo lo scoppio della pandemia, allorquando, per la prima volta, fu consentito a un Paese non alleato l'ingresso in un Paese Nato”. Un riferimento utilizzato per ribadire che la cooperazione con gli Stati Uniti avviene, secondo il ministro, in un quadro di piena legittimità istituzionale e costituzionale.

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