Rapinatore ucciso, la Procura valuta la legittima difesa: la ricostruzione che conferma la versione di Rivolta
Rapina finita in tragedia a Lonate Pozzolo, la comunità si stringe attorno al 33enne che si è difeso dai banditi entrati in casa sua. Ed anche la Procura valuta la legittima difesa
Rapinatore ucciso, la Procura valuta la legittima difesa: la ricostruzione che conferma la versione di Rivolta
La Procura di Busto Arsizio valuta l’ipotesi della legittima difesa per la rapina finita in tragedia a Lonate Pozzolo, dove un uomo di 37 anni, Adamo Massa, è morto dopo essere stato accoltellato dal proprietario di casa. I primi riscontri investigativi confermano la versione di Jonathan Rivolta, 33 anni, che avrebbe reagito all’aggressione mentre si trovava nella sua abitazione.
Il pubblico ministero Nadia Calcaterra, titolare del fascicolo, ha disposto l’autopsia sul corpo della vittima senza iscrivere Rivolta nel registro degli indagati. L’indagine, al momento aperta contro ignoti per tentata rapina, vede il 33enne come parte offesa.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Rivolta dormiva al piano superiore quando ha sentito suonare il campanello, utilizzato dai banditi per verificare se la casa fosse vuota. Svegliatosi, è sceso al piano terra e ha avvertito il rumore della portafinestra della cucina infrangersi. A quel punto avrebbe afferrato un coltello che teneva nello zaino da trekking, appoggiato ai piedi della scala. L’uomo avrebbe impugnato l’arma con la mano sinistra, con la lama rivolta verso il basso, sorprendendo Massa mentre rovistava in una cassapanca.
La dinamica della colluttazione tra i ladri e il padrone di casa
Sempre secondo il racconto fornito, Rivolta sarebbe stato colpito con un pugno, avrebbe battuto la testa contro lo stipite di una porta e, per allontanare l’aggressore, avrebbe alzato il braccio una sola volta. Nella colluttazione sarebbero partite due coltellate all’addome. Le ferite riscontrate sul corpo di Massa e le tracce di sangue rinvenute nell’abitazione sarebbero compatibili con questa dinamica.
Il 37enne, ferito gravemente, è stato abbandonato dai complici davanti all’ospedale di Magenta, dove è morto poco dopo. Rivolta, invece, ha riportato lesioni alla testa e al volto.
I famigliari: "Si è difeso, ha ferite alla testa e al volto: cosa doveva fare?"
A Lonate Pozzolo la famiglia del 33enne si è stretta attorno a lui. “È stato aggredito mentre dormiva. Aveva un coltello e lo ha usato per difendersi. È ferito alla testa e al volto, cos’altro avrebbe potuto fare?”, ha dichiarato lo zio Gaetano Lupia. La madre ha aggiunto: “Ha la testa bendata, è sotto choc. Ricorda tutto quello che è successo. Abbiamo molta paura”.
Subito dopo l’aggressione Rivolta avrebbe chiesto notizie sulle condizioni del ferito e, appresa la notizia della morte, sarebbe scoppiato in lacrime. Nella giornata di giovedì il sindaco di Lonate Pozzolo, Elena Carraro, ha incontrato la famiglia: “Non ho visto Jonathan perché stava riposando. Sono molto provati. Hanno solo voluto ringraziare il vicepremier Matteo Salvini per la solidarietà espressa” .