Referendum sulle moto a Milano, parte la sfida ai divieti di Area B e C
Il quesito contro i divieti di circolazione è stato giudicato ammissibile. Servono 15mila sottoscrizioni per arrivare al voto. Pressing di Fratelli d'Italia su Palazzo Marino
Referendum sulle moto a Milano, parte la sfida ai divieti di Area B e C
La partita sui limiti alla circolazione dei motocicli a Milano entra in una fase decisiva. Dopo il via libera dei Garanti del Comune, prende forma il percorso che potrebbe portare a un referendum cittadino contro i divieti previsti in Area B e Area C per alcune categorie di moto e scooter. Limitazioni più volte rinviate e ora destinate, salvo nuovi stop, a scattare da ottobre 2026.
Il quesito punta a fermare lo stop ai motoveicoli a due tempi Euro 2 e 3, ai diesel Euro 2 e 3 e ai benzina a quattro tempi Euro 0, 1 e 2. Una misura che, secondo le stime dei promotori, coinvolgerebbe oltre 90.500 veicoli, in larga parte scooter, con un bacino complessivo di circa 200mila due ruote nell’area metropolitana e 900mila in tutta la Lombardia.
Fratelli d'Italia e i motociclisti di "Divieto" promuovono il referendum
L’iniziativa è stata promossa da Riccardo Truppo, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Marino, insieme al gruppo di motociclisti “Divieto”. La prima soglia è stata superata: oltre 2.700 firme certificate, raccolte anche online tramite Spid sul sito del Comune, a fronte delle 1.000 necessarie per l’ammissibilità del quesito. A queste si aggiungono più di 20mila adesioni sulla piattaforma Change.org, che hanno valore politico ma non formale.
Cosa succede ora: le regole per arrivare al voto
La prossima sfida è raccogliere 15mila firme entro quattro mesi. Solo allora scatteranno le procedure per fissare la data del referendum. Perché la consultazione sia valida, dovrà recarsi alle urne almeno il 50% dei votanti dell’ultima elezione comunale utile. Il riferimento è l’affluenza del 47,72% registrata alle amministrative del 2021, che portarono alla riconferma del sindaco Giuseppe Sala.
I motociclisti: “Ora firme anche per strada”
“Siamo pronti ad andare avanti con le nostre proteste, e soprattutto con il referendum: al più presto cominceremo a raccogliere firme anche per strada, oltre a invitare i sostenitori a farlo subito sulla pagina online del Comune”, ha dichiarato Lorenzo Gioacchini, anima del gruppo “Divieto”. “Siamo positivi e pensiamo che i milanesi, dopo ancora un inverno pieno di auto e smog, preferiscano avere in giro più moto, con più spazio pubblico a disposizione e meno inquinamento. Vogliamo che siano aboliti i divieti di Sala, posticipati più volte. Ora la scadenza è ottobre 2026, ma speriamo che le limitazioni siano ancora rimandate, magari a quando ci sarà una Giunta comunale più ragionevole”.
Sala: "Non escludo proroghe all'attuale regolamentazione"
"Non escludo per niente che verra' prolungata l'attuale regolamentazione" sulle moto . Quindi, "questa decisione la prenderemo nelle prossime settimane, adesso con le Olimpiadi abbiamo molte cose da fare". Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala. I divieti, dopo due proroghe annuali, dovrebbero entrare in vigore il prossimo ottobre. Pero' "ripeto non e' una sorpresa e in ogni caso gia' da novembre, dicembre noi stavamo pensando all'ipotesi di rimanere nell'attuale situazione", ha concluso.
Truppo: "Il sindaco sta facendo un calcolo elettorale"
"Per l'ennesima volta il Sindaco tenta di buttare la palla in corner e parla di rinvii per quanto riguarda i limiti e divieti di circolazione che bloccheranno a ottobre 90 mila moto a Milano e 200 mila tra Milano e provincia. E' chiaro il calcolo elettorale che il Sindaco sta facendo insieme alla sua Sinistra temendo il giudizio dei milanesi in un referendum che in poche ore incassa decine e decine di firme certificate e autenticate solo oggi. Il referendum non si fermera' per supposti semplici rinvii", ha commentato Truppo.
Fratelli d’Italia all’attacco: “Scelte ideologiche da parte della Giunta Sala”
Per Christian Garavaglia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, il via libera al referendum è un segnale politico preciso. “Il via libera al quesito referendario sulle moto certifica il fallimento politico e amministrativo delle scelte della giunta Sala, frutto di una visione ideologica della mobilità che penalizza migliaia di cittadini senza basi oggettive”. “Il Collegio dei Garanti ha confermato ciò che denunciamo da tempo: i divieti imposti non sono stati accompagnati da un’istruttoria seria, né da dati puntuali sull’impatto reale dei motocicli sulla qualità dell’aria”, ha aggiunto. “In poche ore sono state raccolte quasi 3.000 firme certificate. Un segnale chiaro di una città che non accetta imposizioni calate dall’alto”.
Assomobilità: “Un'occasione per ripensare le scelte”
Anche Assomobilità guarda con favore al percorso referendario. “Assomobilità si è da subito attivata sostenendo le iniziative di contrasto ai divieti di circolazione in Area B e C di alcune categorie di motocicli e motoveicoli che, dopo due rinvii, dovrebbe scattare il prossimo ottobre”, ha dichiarato Simonpaolo Buongiardino, vicepresidente di Confcommercio Milano e presidente dell’associazione. “La decisione dei Garanti del Comune che ha giudicato ammissibile il quesito referendario proposto apre uno scenario di ripensamento che auspichiamo possa rivedere le scelte dell’Amministrazione comunale, per l’utilizzo di queste tipologie di veicoli che fluidificano il traffico cittadino”.