Salone del Mobile, la filiera legno-arredo chiude il 2025 a 52,2 miliardi. Le novità: Raritas e Contract

Crescita dell’1,3% trainata dal mercato interno. Porro: “Scenario complesso, ma piattaforma solida per i mercati internazionali”

Salone del Mobile: la presentazione dell'edizione 2026

Milano

Salone del Mobile, la filiera legno-arredo chiude il 2025 a 52,2 miliardi. Verso l'edizione 2026

La filiera legno-arredo chiude il 2025 con un fatturato alla produzione di 52,2 miliardi di euro, in crescita dell’1,3% rispetto al 2024. È quanto emerge dai Preconsuntivi 2025 elaborati dal Centro Studi di FederlegnoArredo e presentati in occasione della conferenza stampa di lancio del Salone del Mobile.Milano. A sostenere il risultato è soprattutto il mercato interno, che cresce dell’1,8% e raggiunge i 32,9 miliardi di euro, riuscendo a compensare il progressivo ridimensionamento di alcuni incentivi fiscali legati alla riqualificazione del patrimonio immobiliare, grazie anche alla maggiore spinta del comparto non residenziale.

Feltrin: “Non è una ripresa strutturale, ma segnali incoraggianti”

“I dati certificano come la nostra filiera, pur alle prese con un contesto articolato, complesso e incerto, abbia saputo mettere in campo strategie e azioni di adattamento e sviluppo che si sono tradotte in una sostanziale tenuta”, ha commentato il presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin. “Non possiamo certo dire che ci troviamo di fronte a una ripresa strutturale né sentirci al riparo dalle turbolenze che anche il 2026 ci sta già riservando, ma voglio intravedere segnali incoraggianti su cui concentrare il nostro impegno”, ha aggiunto.

Export stabile, bene il macrosistema legno

Le esportazioni della filiera si attestano a 19,3 miliardi di euro, pari al 37% del totale, con una crescita dello 0,4% rispetto al 2024. Il macrosistema arredamento raggiunge un fatturato alla produzione di 27,7 miliardi di euro (+0,6%), con il mercato interno a 13,5 miliardi (+2,1%) e le esportazioni a 14,2 miliardi (-0,8%). Il macrosistema legno, comprensivo del commercio, cresce del 2% e arriva a 24,5 miliardi di euro, con esportazioni a 5,2 miliardi (+3,8%) e mercato interno a 19,3 miliardi (+1,5%).

Porro: “Il Salone resta una piattaforma internazionale valida”

“Il Salone affronterà uno scenario internazionale molto complesso, ma nei numeri racconta una piattaforma molto valida per l’apertura ai mercati internazionali e lo sviluppo di nuove opportunità”, ha dichiarato la presidente del Salone del Mobile Maria Porro. “Le aziende che partecipano al Salone esportano circa il 68 per cento della loro produzione, una percentuale più alta rispetto alle medie nazionali europee. Per questo il lavoro e gli investimenti in incoming e nell’attrarre operatori da tutto il mondo quest’anno sono più forti che mai”, ha spiegato.

Il tour internazionale e l’attenzione ai mercati

Porro ha sottolineato come l’obiettivo principale resti quello di garantire un’ampia partecipazione internazionale: “Per noi la cosa più importante è che si apra la manifestazione e che, nonostante una situazione di grande incertezza globale, gli operatori da tutto il mondo arrivino al Salone del Mobile e a Milano”. Un impegno che passa anche da un intenso tour internazionale: “Stiamo viaggiando in tutta Europa, non dimentichiamo gli Stati Uniti, andremo in Messico, siamo stati in Arabia Saudita e andremo a breve a Hong Kong”, ha precisato, ribadendo l’alta qualità degli espositori, “certificata dalle aziende che partecipano”.

Le due novità: Salone Raritas e Salone Contract

In un momento "di crisi", il Salone del Mobile sceglie di rispondere con un rafforzamento della propria visione strategica e punta su due novita': il debutto di Salone Raritas, spazio dedicato al collectible design, e l'avvio del progetto Salone Contract, che prendera' forma nel 2026 con percorsi dedicati e un talk in fiera, in vista del debutto ufficiale nell'aprile 2027. A spiegare all'Agi la nuova 'strategia' e' la presidente del Salone del Mobile Maria Porro, che oggi ha presentato la nuova edizione della manifestazione, in programma dal 21 al 26 aprile. L'obiettivo e' quello di consolidare il ruolo del Salone non solo come manifestazione fieristica, ma come piattaforma culturale e industriale capace di accompagnare le aziende in una fase di profonda trasformazione del mercato. 

Salone Raritas ospitera' "una selezione di gallerie che espongono pezzi di design e di arredamento, cosiddetti pezzi unici: collectible design, alto artigianato, vintage e anche antiquariato" ha spiegato Porro. "E' anche un modo per dare valore alla produzione industriale, perche' quando si parla di 'unico' si parla che di quei grandi pezzi di design industriale prodotti in serie che poi entrano negli archivi e nei musei". Oggetti destinati a diventare iconici perche' capaci di durare nel tempo, superando stagioni e mode. La novita' piu' strutturale riguarda pero' Salone Contract. E' un progetto che ragiona su due anni per poi diventare una linea stabile di sviluppo della manifestazione. Per Porro, il contract comprende contesti complessi come aeroporti, alberghi, uffici, grandi complessi residenziali, in cui le aziende non sono chiamate solo a fornire prodotti, ma a partecipare alla coprogettazione di soluzioni flessibili e su misura, assumendo un ruolo centrale anche nei servizi, nella gestione dei tempi e nelle certificazioni.

"Qui non e' solo il prodotto, ma e' il servizio, la capacita' di delivery, la capacita' di interpretare il pensiero dell'architetto", osserva Porro, ricordando come i progetti contract coinvolgano spesso filiere distribuite su scala globale. Per questo il Salone ha affidato a OMA e Rem Koolhaas la realizzazione di un Master Plan, non solo per il disegno degli spazi, ma per definire come esporre e quali aziende coinvolgere. Nel 2026 e' prevista una prima fase con percorsi dedicati e un talk in fiera, seguita dal debutto del Forum Internazionale del Contract nell'aprile 2027, con l'obiettivo di creare connessioni stabili tra aziende, progettisti, developer e committenti. Il contract viene indicato come una risposta concreta a un contesto di mercato complesso. 

"C'e' una domanda molto forte e noi abbiamo l'offerta giusta per rispondere", spiega Porro, sottolineando come molte aziende trovino proprio in questi progetti una leva di crescita mentre il retail tradizionale attraversa una fase di difficolta'. Anche i dati economici, secondo la presidente del Salone, vanno letti in profondita'. Dietro numeri stabili o lievemente positivi si nasconde spesso una sofferenza della vendita tradizionale, accentuata dalla concorrenza di prodotti a basso costo e con standard meno controllati. Nel contract, invece, la qualita' resta un requisito imprescindibile. In questo quadro, i numeri del Salone del Mobile - 169.000 metri quadri di superficie espositiva, 1.900 espositori da 32 Paesi - vengono letti come il segnale di una piattaforma che continua a ragionare su scala internazionale, affiancando all'offerta fieristica un lavoro costante di promozione nei principali mercati. L'obiettivo dichiarato resta quello di generare lavoro lungo filiere sane, mantenendo al centro creativita', innovazione e qualita'. Una strategia che guarda oltre l'emergenza e punta a costruire strumenti duraturi per la crescita del settore.

Fontana: “Un appuntamento centrale per l’economia lombarda”

A margine della presentazione della 64ª edizione del Salone del Mobile 2026, dal titolo “A Matter of Salone”, in programma a Rho Fiera dal 21 al 26 aprile, è intervenuto anche il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana. “Un Salone che, ancora una volta, dimostra di essere in grado di rimanere al passo dei tempi e delle evoluzioni del mercato. Un appuntamento eccezionale che da anni caratterizza il calendario dei grandi eventi lombardi e rappresenta una vetrina importante per l’intero sistema economico-produttivo regionale”, ha dichiarato.

Caruso: “Design e cucina raccontano la cultura del progetto”

Presente anche l’assessora regionale alla Cultura Francesca Caruso, che ha evidenziato il valore identitario del Salone: “È uno dei luoghi in cui Milano e la Lombardia raccontano al mondo la propria cultura del progetto. In questo racconto trova spazio anche la cucina italiana, recentemente riconosciuta patrimonio Unesco, espressione della stessa cultura del saper fare”. “In avvicinamento alle Olimpiadi di Milano Cortina, questo appuntamento assume un significato ancora più forte”, ha concluso, sottolineando il ruolo del Salone nel mettere in contatto i visitatori internazionali con il sistema produttivo e culturale lombardo.

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