Nuova stangata per Sicily by Car: deve versare al Comune di Milano 751mila euro di multe mai pagate dai suoi clienti
Dopo la condanna del 2022, nuovo colpo per il servizio di autonoleggio che deve saldare oltre 750mila euro per migliaia di contravvenzioni mai saldate dai suoi clienti
Nuova stangata per Sicily by Car: deve versare al Comune di Milano 751mila euro di multe mai pagate dai suoi clienti
Dopo la condanna del 2022, la Corte di Cassazione torna a dare torto a Sicily by Car, chiamata a pagare oltre 750mila euro per migliaia di contravvenzioni mai saldate dai clienti che avevano noleggiato auto e furgoni. A ricostruire la vicenda è Il Giorno, che ripercorre l’ultimo capitolo di un contenzioso ormai decennale con il Comune di Milano.
La somma esatta ammonta a 751.321 euro, cifra contenuta in un’ingiunzione notificata nel 2018 da Comune di Milano e legata a contravvenzioni arretrate per violazioni del Codice della strada. Un importo persino superiore a quello già finito davanti agli ermellini nell’ottobre 2022, quando la Cassazione aveva condannato la società a versare 542mila euro per circa duemila verbali mai pagati. Anche questa volta, la Suprema Corte ha reso definitivo il verdetto di primo grado. In appello, infatti, i giudici avevano già dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendolo privo di una “ragionevole probabilità di essere accolto”.
Perchè anche la Cassazione ha dato torto a Sicily by Car
Davanti alla Cassazione, i legali di Sicily by Car hanno sostenuto che la società aveva agito correttamente, comunicando tempestivamente alla polizia locale “i nominativi dei soggetti locatari dei veicoli interessati dalle riscontrate infrazioni al Codice della strada”. Secondo la difesa, questa condotta avrebbe dovuto “evitare che il singolo verbale diventasse titolo esecutivo nei confronti della medesima società di noleggio”.
Da qui la contestazione al Tribunale, accusato di non aver accertato “l’illegittimità dell’ingiunzione di pagamento per fatti estintivi e impeditivi dell’obbligazione sanzionatoria”. Non solo. La società ha ribadito che, “in base al combinato disposto degli articoli 84 e 196 del Codice della strada, come interpretato dalla giurisprudenza di legittimità e da alcune pronunce di merito, in caso di noleggio di veicoli senza conducente, non è onere del noleggiatore impugnare il verbale di contestazione, ma del locatario, il quale risponde, in vece del proprietario/locatore, in solido con il trasgressore”.
Una tesi che la Cassazione ha però respinto con nettezza. Secondo la Corte, “per la giurisprudenza anche recente della Corte, formatasi su ricorsi proposti da Sicily by car in fattispecie sostanzialmente identiche a quella in decisione, il difetto di legittimazione passiva – per l’inapplicabilità alle società di noleggio di veicoli senza conducente dell’articolo 196 del Codice della strada – avrebbe dovuto farsi valere, da parte di Sicily by car, sin dalla notificazione dei verbali di contestazione di infrazione stradale”. In altre parole, la società avrebbe dovuto impugnare i verbali davanti al prefetto o al giudice di pace fin dall’inizio, “per impedire che gli stessi divenissero definitivi”.
Sicily by Car ha tentato anche la strada dell’applicazione retroattiva delle modifiche introdotte nel 2021 all’articolo 196 del Codice della strada, che hanno escluso “al di là di ogni ragionevole dubbio la responsabilità solidale della società di autonoleggio per le sanzioni connesse alle violazioni del Codice della strada ascrivibili ai suoi clienti”.
Ma anche su questo punto la risposta è stata negativa. Le modifiche normative, spiegano gli ermellini, “pur destinate in futuro a incidere sulla questione”, non possono essere applicate al caso in esame perché “in materia di sanzioni amministrative non trova applicazione il principio di retroattività della legge più favorevole”. Il motivo è chiaro: “Non si è in presenza di una sanzione diretta a tutelare beni tipicamente protetti dalle norme penali” e la sanzione “non presenta una connotazione di gravità tale da determinare elementi di afflizione personale o da poter influenzare la vita professionale del destinatario”.
A Sicily by Car resta la Corte europea dei diritti dell'uomo
Conclusione inevitabile: ricorso respinto. Una decisione che si inserisce in un braccio di ferro giudiziario ormai lungo anni con Palazzo Marino. Nel settembre 2023, ricordava Il Giorno, la società aveva commentato così l’ennesimo passaggio giudiziario: “Sicily by car non ha commesso alcun illecito amministrativo, nulla deve dunque pagare ad alcun titolo; ci si augura che giustizia venga fatta – nelle sparute ipotesi di soccombenza in Cassazione – dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, che la società ha recentemente adito a tutela delle proprie ragioni”. Una strada che, dopo l’ultimo stop della Cassazione, resta ora l’unico fronte ancora aperto.