Urbanistica Milano: il comitato Famiglie sospese alza la voce: "I magistrati sequestrano mezza città, la politica si disinteressa"

Il comitato sottolinea la propria preoccupazione, il portavoce Filippo Borsellino: "Situazione persino peggiorata". Presidio davanti a Palazzo di Giustizia

di Roberto Servio

Filippo Borsellino, portavoce del Comitato Famiglie Sospese

Milano

Urbanistica: il comitato Famiglie sospese denuncia la situazione critica, presidio al Palazzo di Giustizia

Il comitato delle Famiglie sospese di Milano che riunisce gli acquirenti di cantieri sequestrati o bloccati dopo le inchieste della Procura di Milano sull'urbanistica ha organizzato questa mattina un presidio davanti al Palazzo di Giustizia. Si dicono sempre piu' preoccupati, specie dopo l'ordine di demolizione dello stabile di via Fauche' e il dissequestro del palazzo in Brera. Ai giornalisti sono state distribuite le lettere che raccontano le storie di alcune delle persone coinvolte. Tra queste c'e' Fabrizio, professionista 40enne, che ha comprato casa con la moglie poco dopo il matrimonio: "Tutto regolare, rogito davanti a un notaio, permessi comunali. Poi un giorno leggo i giornali, un'inchiesta su presunti abusi edilizi. Giorno dopo giorno altre indagini, altri palazzi. Intanto le paure aumentano. Perche' in queste inchieste ci siamo noi, persone che hanno agito in totale buona fede". Sergio, 50 anni: "Pochi giorni dopo avere saputo dell'indagine, ai primi di febbraio 2024, avevamo gia' rogitato la vendita della nostra precedente casa per poter acquistare quella nuova. Oggi viviamo in quella casa, desiderata, attesa, sofferta. Ma la verita' e' che non ci sentiamo liberi. Perche' l'indagine intanto e' andata avanti. Segue un processo tuttora in corso. E c'e' un danno che esiste gia' adesso, anche prima di qualsiasi sentenza: la casa diventa una proprieta' a rischio, sospesa".

Borsellino: "Le istituzioni ignorano le famiglie"

"Dopo 556 giorni e' tempo di fare un bilancio e di dire la verita': nonostante tutti gli sforzi fatti la situazione e' addirittura peggiorata - ha dichiarato Filippo Borsellino, portavoce da due anni del comitato -. Quello che sta accadendo continua ad essere gravissimo. Abbiamo delle istituzioni che invece di difendere e tutelare le Famiglie e la citta' la offendono o semplicemente la ignorano. Sono sicuro che se anche una delle persone che sta portando avanti questa inchiesta o che assiste dal Parlamento a questa storia si ritrovasse nella nostra stessa situazione, avrebbe usato il proprio potere per sedersi ad un tavolo e trovare una soluzione".

Invece "abbiamo da una parte una parte di magistratura che sembra voler sequestrare mezza Milano, andando contro lo stesso Consiglio di Stato, dall'altra parte abbiamo una politica che si disinteressa di Milano e delle Famiglie. Perche' il problema era gia' noto, tant'e' che si sono messi a lavorare per una legge che prima hanno approvato e poi bloccato. Senza spiegazioni, senza voler fare modifiche, senza vergogna. Nel mezzo - ha proseguito Borsellino - tanti post, tanti TikTok, tante grafiche bellissime su instagram. Ma sono politici, non social media manager. Se hanno a cuore Milano, se davvero ritengono le Famiglie e il diritto alla proprieta' sacro, che spengano il telefono e che si mettano a lavorare per una soluzione. Che e' chiara: cosi' come ripetuto dalla cooperativa e dalle associazioni di categoria, servono regole chiare per sbloccare la situazione". Nelle prossime settimane si svolgera' un consiglio comunale straordinario dedicato all'urbanistica dopo la richiesta di un gruppo di consiglieri.

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