Venezuela, Magallanes ad Affari: "Abbiamo perso una generazione ed il regime non è ancora caduto. Ma faremo tornare la democrazia"
Mariela Magallanes, deputata venezuelana in esilio e grande oppositrice di Nicolàs Maduro, in visita a Palazzo Pirelli: "Non è ancora finita, il mio Paese è devastato. Bene la liberazione di Trentini, ma molti sono ancora prigionieri". L'intervista
Mariela Magallanes
Venezuela, Magallanes ad Affari: "Abbiamo perso una generazione ed il regime non è ancora caduto. Ma faremo tornare la democrazia"
"Torneremo in Venezuela. E faremo tornare la democrazia". Mariela Magallanes, esponente del partito La Causa Radical, già deputata dell'assemblea nazionale venezuelana e grande oppositrice di Nicolás Maduro, è costretta in esilio in Italia dal 2019. Dopo il blitz americano, che ha portato alla cattura del dittatore, è convinta che adesso si apra una fase nuova per il Paese: "Ancora non è finita, questo è soltanto l'inizio. Si vede una luce, ma il regime non è ancora caduto". Magallanes, che oggi ha guidato la delegazione della comunità venezuelana in Italia per un incontro nella sede di Regione Lombardia, ricorda che "un terzo della popolazione" è dovuta fuggire dal Paese. "In Venezuela c'è devastazione. Abbiamo perso una generazione e molte famiglie sono state separate. E, ancora oggi, non è cambiata la situazione del Paese e della popolazione". Ora tutti parlano delle mire americane sul petrolio del Paese "ma quelle ricchezze sono state sfruttate dal regime e non sono andate a beneficio dei venezuelani". L'INTERVISTA DI AFFARITALIANI.IT MILANO
Magallanes, che notizie arrivano dal Venezuela?
I cittadini hanno paura di essere colpiti dai paramilitari di Maduro, per questo si vedono ancora poche persone per strada. E siamo ancora tutti attenti ai nostri amici o parenti che vivono in clandestinità. Adesso, sotto la tutela degli Stati Uniti, deve tornare la sicurezza e la stabilità, per cominciare a ricostruire il Paese anche moralmente.
Che intende?
Un terzo dlla popolazIone è dovuta scappare anche per mancanze di opportunità, soprattutto i più giovani. C'è una generazione completamente persa. E bisogna anche lavorare sul livello delle salute di chi è rimasto. Le condizioni sono peggiorate e la denutrizione è aumentata. E ci sono numeri preoccupanti: in Venezuela non c'è una persona che non abbia un amico o un conoscente perseguitato, prigioniero o che ha perso la vita lottando per la libertà. Siamo un Paese che rifiuta la corruzione, il cinismo e l'oppressione.
Trump sembra molto interessato al petrolio venezuelano.
Ma quelle ricchezze non sono mai andate ai velenuzelani e non sono state a beneficio del popolo ma di un regime che ha finanziato illegamente la sua tenuta del potere. Ora Maduro dovrà rendere conto di tutto questo. Il suo era un regime narcotrafficante e illegale.
Intanto sono stati liberati alcuni prigioneri politici, tra cui il cooperante veneziano Alberto Trentini.
La situazione in Venezuela non è ancora cambiata, tantomeno per i prigionieri politici che sono detenuti e che sono innocenti. Oggi celebriamo la liberazione di Trentini, ingiustamente arrestato, ma ora bisogna continuare a insistere per la libertà di tutte le persone che sono in galera.
Adesso c'è la vice di Maduro, Rodríguez. E Trump ha frenato su María Corina Machado.
La testa è caduta ma il regime continua, anche se non è detto che la Rodriguez sia come Maduro. E anche se ancora non è il loro momento, tutta la coalizione democratica conferma l'appoggio alla leadership di Maria Corina Machado e dal presidente eletto nel 2024 Edmundo González Urrutia. Abbiamo dimostrato la vittoria ma Maduro ha preferito prenderci in giro.
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