Lacerenza con gli sparkler sulle bottiglie in discoteca nel Milanese: il pentimento social dopo le polemiche. VIDEO
Dopo i video al Line Club di Lainate con bottiglie e fiammelle, Davide Lacerenza pubblica un messaggio su Instagram: “Sono pericolose, vanno eliminate”. Ma sul web monta la polemica
Lacerenza con gli sparkler sulle bottiglie in discoteca nel Milanese: il pentimento social dopo le polemiche
La serata al Line Club di Lainate e poi il brusco cambio di tono. Dopo le polemiche esplose per l’uso degli sparkler sulle bottiglie in discoteca, Davide Lacerenza prova a smarcarsi e affida a Instagram un videomessaggio dai toni insolitamente cauti, presentandosi come promotore della sicurezza nei locali notturni.
La serata di Lacerenza al Line Club e i video finiti online
Il 17 gennaio Lacerenza, insieme a Gio Urso alias Fatturage, è stato protagonista di una serata ad alto tasso alcolico al Line Club, nell’hinterland milanese. Nei video, poi rimossi ma circolati rapidamente sul web, le ragazze immagine del locale presentano bottiglie di champagne sormontate dagli sparkler, le fiammelle pirotecniche finite sotto accusa dopo la tragedia di Crans Montana. Le immagini, riprese anche da testate estere, hanno riacceso il dibattito sull’uso di questi dispositivi scenografici nei locali.
“Sono pericolose, mi sono scottato”: il video del pentimento
Travolto dalle critiche, Lacerenza ha pubblicato un nuovo video in cui prende le distanze da quanto accaduto. “Ho paura anche ad accenderle, mi sono scottato la mano, non sto scherzando”, dice mostrando uno sparkler e immergendolo nell’acqua. “Guardate qui, anche dopo essere state nell’acqua funzionano ancora”. Una presa di posizione che, ammette lui stesso, nasce dopo “tantissimi messaggi” ricevuti da ragazzi che lo invitavano a usare la sua visibilità per sensibilizzare le discoteche.
Nel suo racconto, Lacerenza torna sulla serata di Lainate: “Sono stato in un locale. Anche se lì era tutto ignifugo, molti mi hanno criticato, mentre altri mi hanno chiesto di fare sensibilizzazione perché hanno capito che io sono lì a lavorare”. Poi l’appello ai titolari dei locali: “Perché non cambiare? Esistono tante fiammelle a led bellissime. Costano un po’ di più, ma poi le ricarichi”. Una descrizione che, guardando i video, contrasta tuttavia con l’idea di soffitti “a 20 metri” e di un contesto completamente sicuro.
Lacerenza insiste sulla necessità di “rinnovarsi”, raccontando come in passato avesse inventato diplomi, lauree e “patenti” da sciabolatore. “Queste fiammelle hanno rotto le balle”, dice, spingendosi fino a evocare la propria esperienza personale: “Il mio locale si è bruciato. Avevo tutto ignifugo e c’erano le uscite di sicurezza, quindi si sono salvati tutti. Anche se è tutto ignifugo, la disgrazia può succedere”.
Ma non tutti credono al pentimento di Lacerenza
Nei commenti al video non manca chi continua ad esprimere scetticismo. C’è chi gli chiede perché abbia aspettato “la fine della serata” prima di esporsi e chi ironizza sul cachet della serata. A chi gli scrive “Ma parli di sicurezza tu?”, Lacerenza replica secco: “Certo. Perché, ne vuoi parlare tu?”.
Poi lancia la sua proposta: eliminare gli sparkler e sostituirli con luci led, trasformando il gesto in una campagna social. “Avrete 300 o 400 fiammelle del cavolo? Le buttate via tutte, mi taggate e io vi condivido. Magari avete una discoteca che non è tanto famosa e vi faccio diventare famosi”. L’obiettivo dichiarato è uno slogan: “Discoteche in sicurezza”. Un’inversione di rotta che arriva dopo una serata discussa. Lacerenza ha spento le candele fiammeggianti. Le polemiche, al momento, ancora no.
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