Auto elettriche, l’Italia cresce ma resta indietro sull’Europa

Gennaio positivo per le auto elettriche in Italia, ma senza incentivi strutturali e riforma delle flotte il gap con Francia e Germania rischia di ampliarsi.

Auto e Motori

A gennaio sono state immatricolate in Italia 9.321 auto elettriche, con un aumento del 39,3% rispetto allo stesso mese del 2025.

La quota di mercato sale così al 6,6%, dal 5% di un anno fa, mentre il parco circolante elettrico raggiunge le 373.683 unità. Numeri che confermano un cambio di passo nel breve periodo, inserito però in un mercato complessivo che cresce del 6,1%, con 142.320 immatricolazioni totali.

Il dato italiano va letto alla luce del contesto europeo, dove la transizione elettrica procede con una velocità decisamente superiore. Nel 2025 la quota di mercato delle auto elettriche ha superato il 20% in Francia e nel Regno Unito, avvicinandosi al 19% in Germania, mentre anche la Spagna  storicamente più vicina all’Italia  ha raggiunto il 9%. L’Italia resta fanalino di coda tra i grandi mercati, nonostante il rimbalzo di inizio anno.

Secondo Motus-E, il rischio è che l’attuale fase positiva sia solo temporanea. Il presidente Fabio Pressi sottolinea come i primi mesi del 2026 continueranno a beneficiare degli incentivi di ottobre, ma avverte che senza una pianificazione chiara il ritardo italiano sulla mobilità elettrica è destinato a crescere.

La differenza con gli altri Paesi sta soprattutto nella continuità delle politiche industriali. Francia e Spagna hanno confermato integralmente i loro incentivi, contribuendo alla stabilità del mercato auto, mentre la Germania ha reintrodotto i bonus con uno stanziamento superiore ai 3 miliardi di euro. Un approccio che punta a sostenere non solo le vendite, ma l’intera filiera automotive in una fase di trasformazione profonda.

In Italia, il nodo principale resta quello delle flotte aziendali, che rappresentano un canale strategico per la diffusione dell’elettrico ma continuano a essere regolate da una fiscalità considerata obsoleta. Un impianto normativo fermo agli anni ’90 che rischia di rallentare il rinnovo del parco auto e di penalizzare la competitività del sistema industriale nazionale rispetto agli obiettivi europei di decarbonizzazione.

Il messaggio che arriva dai dati di gennaio è quindi chiaro: la domanda esiste e risponde agli stimoli, ma senza incentivi programmati e una riforma strutturale delle flotte l’Italia rischia di restare ai margini della nuova geografia automotive europea.

 

Scheda tecnica – Dati chiave

  • Immatricolazioni BEV gennaio 2026: 9.321
  • Crescita annua: +39,3%
  • Quota di mercato BEV: 6,6%
  • Parco circolante elettrico: 373.683 unità
  • Mercato auto totale: 142.320 (+6,1%)
  • Quota BEV 2025:
    • Italia 6,2%
    • Francia 20,1%
    • Germania 19,1%
    • Spagna 9%
    • Regno Unito 23,5%
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