De Luca e Zaia sindaci ed Emiliano magistrato: il possibile futuro dei tre ex governatori

Non resteranno senza poltrona, per l'ex presidente pugliese è un ritorno alle origini (ma con stipendio raddoppiato)

di Marco Santoni
Politica

Regionali finite e poltrone cambiate, ma De Luca, Zaia ed Emiliano sono già pronti a tornare: ecco dove

Le Regionali si sono concluse e De Luca, Emiliano e Zaia non sono più i rispettivi governatori di Campania, Puglia e Veneto. Per loro adesso inizia una nuova fase che potrebbe però rimetterli quasi da subito in pista. Il più incerto su cosa fare da "grande" sembra essere Zaia che però intende far pesare le sue oltre 200mila preferenze ottenute. Ieri è stato ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ma il suo desiderio più grande forse sarebbe quello, più che di rivestire un ruolo a livello nazionale, di restare nel territorio e lui stesso ha aperto alla possibilità di candidarsi come nuovo sindaco di Venezia, una delle tante ipotesi che lo stuzzicano.

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Valuta lo stesso percorso anche Vincenzo De Luca. "Sindaco di Salerno? "Può essere, è una ipotesi". L'ex governatore campano non chiude le porte alla possibilità di guidare la sua città. "Io sono interessato a fare cose concrete, non cerimonie post elettorali — ha detto ieri — ho visto che si sono scalmanati tutti, io non sono un uomo di cerimonie e di allegrie, ma di lavoro concreto". De Luca ha poi precisato - riporta Il Corriere della Sera - di voler tornare a coltivare la sua passione: "Mi piacerebbe riprendere a studiare e a leggere qualche altro libro" — e ha ribadito l’intenzione di continuare a osservare da vicino "Napoli e la Campania, per un dovere di gratitudine".

Chi invece potrebbe cambiare decisamente mestiere, o meglio tornare al suo primo impiego, è Michele Emiliano. L'ex governatore pugliese voleva trovare una sistemazione politica, che lo traghettasse fino a una possibile candidatura alle elezioni del 2027, ma questa ipotesi sembra svanire. Allora proverà - riporta La Repubblica - la carta di un rientro in magistratura dalla porta principale. Ovvero con la settima valutazione di professionalità, la più alta, che gli consentirebbe di raddoppiare lo stipendio che percepiva quando lasciò la toga da pm in servizio a Bari per candidarsi come sindaco della stessa città. All’epoca, era il 2003, Emiliano aveva 44 anni, ora per lui è tempo di un nuovo inizio a distanza di più di 20 anni.

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