La Russa rompe il silenzio: "Solo tre fermati per i fatti di Torino? Non è normale"
Il presidente del Senato: "Giusto prendere provvedimenti per quanto sta accadendo nell'ordine pubblico"
Ignazio La Russa
La Russa esprime dubbi per i provvedimenti presi dai magistrati per i fatti di Torino
Ignazio La Russa affronta il tema del Dl Sicurezza varato dal governo per contrastare fenomeni simili a quelli avvenuti settimana scorsa a Torino, dove dei poliziotti sono stati aggrediti dai manifestanti e uno è stato anche preso a martellate. "Ritengo che sia doveroso - dice La Russa a Il Corriere della Sera - prendere provvedimenti rispetto a quello che sta succedendo sul piano dell’ordine pubblico. C’è una tensione che alcuni tentano di canalizzare nelle piazze creando disordini con l’intenzione di sovvertire le regole democratiche. Un vero attacco allo Stato. E di fronte a fatti ripetuti o gravissimi come l’aggressione al poliziotto al corteo di Torino, che ha scioccato e preoccupato gli italiani, sarebbe improvvido non fare nulla, non agire".
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La Russa si esprime così sul fermo preventivo: "Non mi sembra - spiega - che possa essere un problema di coercizione della libertà un fermo per persone che concretamente, e sottolineo concretamente, mostrino di poter essere un pericolo durante lo svolgimento di un evento. Si vedrà quali saranno i criteri, che sono certo il governo metterà a punto con precisione. Poi, è ovvio che si può reagire ad abusi". Poi torna sull'episodio di Torino: "Possibile che in una manifestazione così violenta soltanto tre persone sono state fermate? Perché non è normale che si veda una manifestazione di quel genere e solo tre persone siano sottoposte a misure detentive".