Pirateria, la Serie A chiede un risarcimento a chi vede le partite in streaming illegale: quanto si rischia di multa
La questione "non ha nulla a che vedere con la libertà di parola", ha sottolineato l'ad Luigi De Siervo
Pirateria, la Lega Serie A chiede risarcimenti agli utenti che hanno visto le partite su siti di streaming illegale
Il calcio ha deciso di adottare il pugno di ferro nella lotta alla pirateria. La conferma è arrivata direttamente da Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, che in una intervista al Sole 24 Ore ha confermato di aver avviato un'azione di risarcimento nei confronti degli utenti che hanno visto le partite su piattaforma di streaming illegale.
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"Qui non si chiede a nessuno di censurare contenuti, ma solo di impedire che determinate infrastrutture siano utilizzate per attività illegale. - ha detto De Siervo - Stiamo inviando duemila lettere nelle quali chiediamo mille euro a chi è stato identificato dalla Guardia di Finanza come utilizzatore di piattaforme illegali. Lo consideriamo un passaggio necessario per far capire che non esistono più zone grigie".
La mossa della Lega Serie A si inserisce in una strategia volta a contrastare la diffusione illegale di contenuti legati al calcio che, secondo quanto afferma De Siervo, "miliardi di dollari". L'ad sottolinea poi che contrastare la pirateria "non ha nulla a che vedere con la libertà di parola o con questioni geopolitiche: riguarda solo profitti enormi costruiti sull'illegalità".
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Lo scorso ottobre anche DAZN a seguito di un'indagine della Guardia di Finanza di Lecce aveva chiesto un indennizzo forfettario di 500 euro agli utenti del "pezzotto" con l'impegno formale a "non porre in essere ulteriori comportamenti lesivi".