Duecentoundici morti dal 1996 ad oggi, secondo le Autorità Militari: la vera guerra dei militari è quella combattuta contro le malattie da amianto. In Italia muoiono più soldati per essere stati esposti al materiale killer sugli elicotteri, sui carri armati, sulle navi, nei sommergibili e sugli aerei, che combattendo le guerre o partecipando alle missioni nei territori a rischio. In vent’anni, infatti i soldati morti per azioni militari sono 113.
Ma, secondo l’Osservatorio Nazionale Amianto, i dati rilevati dall’Osservatorio epidemiologico della Difesa fanno emergere solo la punta dell’iceberg. In realtà, il bilancio sarebbe molto più pesante e secondo una stima prudenziale, fondata anche sul numero di casi di mesotelioma, censiti dal RENAM (621), l’impatto dell’amianto e degli altri cancerogeni, tra i soli dipendenti del Ministero della Difesa, e dei corpi di Polizia, è superiore ai 2500 decessi negli ultimi 20 anni.
Esercito, Aeronautica Militare, Guardia di Finanza, Carabinieri e Marina Militare: l’Osservatorio Nazionale Amianto fin dal 2008 ha segnalato come l’amianto, unitamente agli altri cancerogeni e agenti patogeni, ha avuto, sta avendo e continuerà ad avere un impatto sul personale del Comparto Difesa e delle Forze di Polizia.
I dati epidemiologici delle patologie asbesto correlate nelle Forze Armate verranno illustrati nel corso del convegno “Amianto e altri cancerogeni: la strage dei militari. Più morti che in guerra”, prevista alle ore 15 di venerdì 15 aprile, presso l’Auditorium della Regione Lazio a Firenze, in via Cavour 4.
Oltre al presidente dell’Ona, l’avvocato Ezio Bonanni, interverrà l’onorevole Alfonso Bonafede, Vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera.
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