Si infittisce il giallo sui disservizi di venerdì scorso sulla Metro A quando i treni interruppero le loro corse alle 8,20. Sembrerebbe infatti sparito la registrazione audio della comunicazione tra la Direzione di Controllo Generale di Garbatella e i macchinisti dei treni in servizio nelle gallerie. L’audio, che come riportato da un filmato postato sui social network attribuisce ai dirigenti del Dct lo stop ai treni prima dell’inizio dello sciopero, non sarebbe infatti stato acquisito agli atti della comissione d’inchiesta poichè mancante. Una “strana” avaria o una cancellazione volontaria, che secondo l’assessore Improta “Qualcuno ha temuto potesse costituire un elemento di prova e ha provveduto a cancellare. Abbiamo nomi e cognomi di tutti coloro che erano presenti – chiosa l’assessore – dobbiamo solo capire l’esatta successione degli eventi”.
Secondo Improta sarebbero state individuate 9 figure responsabili dei disagi dello sciopero di venerdi’ 17 aprile alla metro A. “Ci sono diversi livelli di responsabilita: tre apicali e altri con un profilo piu’ basso che risultavano in servizio dalle 3.57 della mattina e invece sono stati trovati impreparati,- spiega l’assessore – l’azienda Atac ha attivato una contestazione individuale delle violazioni nel rispetto delle normative vigenti, non escludendo la possibilità di verificare la sussistenza di condizioni sufficienti per promuovere azioni risarcitorie nei confronti dei responsabili, valutandone financo il licenziamento”.
L’ACCUSA: CARENZE GESTIONALI. All’origine dal caos diversi fattori, non da ultimo il fatto che i macchinisti hanno dichiarato la loro adesione allo sciopero poco prima della scadenza della fascia di garanzia, vanificando in questo modo qualunque possibilita’ di programmazione del servizio tale da scongiurare la sua interruzione che non si e’ verificata per la metro B. Ma sotto la lente dell’accusa sono alcune carenze e inadeguatezze gestionali a carico – si legge nella relazione della commissione -del responsabile della metro A che non avrebbe ottemperato in modo completo alla disposizione operativa del 14/04/2015. Il coordinatore inoltre avrebbe agito in modo inadeguato per quanto attiene alla pianificazione del servizio e alla rideterminazione dei turni. L’assistente coordinatore non avrebbe gestito correttamente e proattivamente le risorse disponibili in relazione alle assenze intervenute e ai treni disponibili. I 5 dirigenti centrale traffico inoltre non avrebbero tenuto un comportamento in termini gestionali non adeguato e non tempestivo rispetto all’evoluzione delle condizioni operative nella fascia di garanzia del mattino.
Ma non solo. La Capo di unita’ organizzativa ha assunto un comportamento inadeguato anche e soprattutto nel momento di massima criticita’. Il macchinista ha lasciato il treno impresenziato e incustodito sulla banchina della stazione di Cinecitta’. La comunicazione resa alla clientela a mezzo annunci di stazione e’ risultata inadeguata e ha contribuito ad alimentare la reazione e il disagio degli utenti.
CERTIFICATI MEDICI. Oltre al caos nelle gallerie, la Commissione di Accertamento, ha constatato diverse anomalie gestionali, da presenza in turno, anche a straordinario, in assenza di servizio, ad un numero anomalo di denunce di malattia presentate in correlazione alla giornata di sciopero.
“Ulteriori approfondimenti verranno svolti nelle prossime ore – ha concluso Improta – riguarderanno l’avaria di impianti utili all’accertamento dei fatti oggetto di indagine e il numero anomalo di denunce malattia pervenute nel giorno stesso dello sciopero (10 macchinisti su 16) con interpello dei medici di base. Dieci macchinisti che forse per paura vista la piega che aveva preso la giornata, hanno trasformato la loro adesione allo sciopero in malattia. Atac farà accertamenti con l’Ordine dei medici di base per evitare che lo strumento della malattia possa essere inquinato con strumenti opportunistici. Vale la presunzione innocenza, ma non possiamo escludere nulla”.

