di Claudio Roma
In principio fu tregua armata, poi cronaca asettica, ora tra Il Messaggero del cavalier Francesco Gaetano Caltagirone e Virginia Raggi esplode la guerra all’ultimo articolo.
L’occasione è ghiotta ed è l’anniversario della salita in Campidoglio di Virginia Raggi, giunta al terzo anno del suo mandato e così la “corazzata di via del Tritone”, arma i cannoni contro il Comune e spara ad alzo zero con inaudita violenza, segno la la tregua che ha seguito l’inchiesta sullo Stadio della Roma e la paralisi del progetto è finita.
Il direttore Virman Cusenza prende l’accetta al posto della penna e scrive senza mezzi termini: “Raggi incapace, Roma Muore” e descrive lo scenario romano come “la catastrofe agli occhi di tutti appare ormai inarrestabile” e conclude con una richiesta di dimissioni: “Il tempo per altre maschere, altri rinvii, altri “ci stiamo lavorando”, è scaduto. Bisogna solo, in un sussulto di responsabilità, passare la mano”.
Se non basta il direttore, ci pensa la Cronaca a ricordare il “Disastro Capitale, così con Virginia la città va indietro: bilancio di 3 anni”. Tanta affettuosità giornalistica è supportata da inchieste-sintesi su Mobilità, Rifiuti e Verde, insieme a Decoro, Conti in dissesto e Burocrazia”.
Nella storia del quotidiano romano, non si era mai vista tanta violenza contro un sindaco. Segno di un rapporto tra il potente Caltagirone e il pianeta Cinque Stelle semmai fosse nato, ora è definitivamente morto. Oppure, c’è nell’aria un cambiamento.
Il match tra il quotidiano di famiglia e il sindaco Raggi è aperto. Se Virginia molla, la stella del vincitore va al cavalier Caltagirone. I bene informati dicono che la guerra è solo all’inizio. Sfida appassionante.


