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Caso Venafro, il centrodestra insorge “Pubblici tutti i verbali degli appalti”

Caso Venafro, il centrodestra insorge “Pubblici tutti i verbali degli appalti”
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Dopo l’addio al vertice della macchina regionale per l’avviso di garanzia, il presidente della Regione, Zingaretti riferisce alla Pisana sulla vicenda che ha come protagonista uno degli uomini di fiducia. Il blocco di centrodestra vota una risoluzione congiunta per chiedere tutti gli atti della “centrale acquisti”. I Cinque Stelle chiedono le dimissioni
Caso Venafro, il centrodestra insorge “Pubblici tutti i verbali degli appalti”

La replica del presidente Zingaretti, che ha addirittura annunciato con un comunicato ai media la sua “straordinaria” partecipazione al Consiglio regionale, non piace all’opposizione. Dopo aver ascolato la versione istituzionale della lettera spedita all’ex capo di Gabinetti, dimissionario, iI capigruppo di centrodestra del Consiglio regionale del Lazio, “udite le dichiarazioni” del governatore Nicola Zingaretti “a seguito delle dimissioni del capo di gabinetto, Maurizio Venafro”, hanno presentato una risoluzione congiunta. Il documento reca in calce le firme di Francesco Storace (La Destra), Antonello Aurigemma (FI), Daniele Sabatini (Ncd), Olimpia Tarzia (Lista Storace), Giancarlo Righini (FdI) e Pietro Sbardella (Misto) e “impegna il presidente della Regione a consegnare i verbali di tutte le gare d’appalto della legislatura in corso, svolte e in svolgimento a cura della direzione regionale Centrale acquisti, alla commissione Bilancio del Consiglio regionale, dall’inizio e sino alla conclusione di ciascuna”. La risoluzione chiede inoltre di “adottare una analoga procedura per quanto concerne le gare nei settori della sanità, del trasporto, dell’ambiente e rifiuti, gestite dalla Regione ovvero enti controllati”.
Infine, la risoluzione dei capigruppo del centrodestra impegna Zingaretti ad “anticipare, nell’ambito della verifica sul raggiungimento degli obiettivi di metà mandato, una rotazione dei direttori generali delle aziende sanitarie della Regione in attuazione della normativa anticorruzione”.

IL CAPOGRUPPO DI FI AURIGEMMA.
Durissime anche le parole del capogrupo di Forza Italia, Antonello Aurigemma rivolte allo stesso presidente:””Credo le sia sfuggito di mano il controllo di questa Regione e penso che, forse presidente, è il caso dopo due anni che blocchi un attimo la macchina della Regione e faccia un tagliando che ci consenta di capire il ruolo che deve avere l’Aula consiliare e che devono avere le commissioni, soprattutto in un settore delicato come la sanità”. Oggi siamo qui a testimoniare l’apprezzamento per un gesto istituzionale, quello del dottor Venafro che si è voluto dimettere ma, nello stesso tempo, siamo qui per testimoniare che lei deve fermare questa macchina che forse ha bisogno di qualche sistemazione. Accolga questa richiesta per riportare credibilità alla nostra Regione, perchè dopo 2 anni, Zingaretti le cose non vanno come dovevano andare. Al di là del mio ruolo, sono una persona interessata a svolgere il mio mandato elettorale, che è un mandato di controllo, e lei ci deve mettere nelle condizioni di svolgerlo e darci quel giusto supporto che, spesso e volentieri, noi abbiamo dato”. In merito alle dimissioni di Maurizio Venafro, Aurigemma ha aggiunto: “Quello del dottor Venafro è un ruolo importante che non viene scelto, non è un dirigente esterno o uno dei dirigenti che lei ha nominato. Venafro è una persona di fiducia, che lei nomina e che svolge a tutti gli effetti il ruolo, dopo il suo, più importante. Sono convinto e resto un convinto garantista e saranno poi i magistrati ad accertare eventuali responsabilità e sono altrettanto convinto che, nonostante fosse una persona di sua fiducia, lei non sapesse quello che accadeva, o che è accaduto, però noi vorremmo capire, e penso sia un diritto di tutti noi, di cosa si occupava il Capo Gabinetto”.

PERILLI CINQUE STELLE.
“Lei ha chiesto serenità nel dibattito e io le dico che chiedo le sue dimissioni, e mi permetta di dire che questa mia richiesta è motivata non solo da questo episodio, ma da un’intera pagina scritta da questa amministrazione che ne segna un fallimento. Il re è nudo e lei è l’unico a non accorgersene, quanto accaduto non è un fulmine a ciel sereno “. Così il capogruppo del M5s Lazio, Gianluca Perilli, rivolgendosi al governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, presente in Consiglio regionale per riferire sulle dimissioni del capo di gabinetto Maurizio Venafro. “Non può andare avanti ad ogni costo, – ha proseguito – c’è un programma che è stato completamente smentito”. Perilli ha dunque ricordato che “noi le chiedavamo di sospendere Venafro non per questo caso, ma per un altro episodio (l’inchiesta sulla società ‘All Clean’) questa non è una soddisfazione per noi, ma una frustrazione: non essere ascoltati” e assistere ad “una relazione così deludente su un uomo di sua fiducia coinvolto in due inchieste. Cos’altro deve succedere perché in questa Regione si vada avanti e ci si prenda le proprie responsabilità? La parola Mafia Capitale l’ha fatta entrare il M5S dopo le perquisizioni fatte in questo consiglio. Escono le dimissioni di Venafro, segue la bella corrispondenza con il presidente, ma non è così che si fa servizio ai cittadini. Chiedo le dimissioni del presidente – ha ribadito in conclusione – per una deriva fallimentare della Regione su tanti episodi. L’autoresponsabilità dovrebbe portarla alle dimissioni”.