Accordo raggiunto con le organizzazioni sindacali sul contratto decentrato che ha di fatto reso operativi i nuovi criteri per l’erogazione del salario accessorio ai dipendenti capitolini. Dopo mesi di battaglie e scioperi i dipendenti comunali riceveranno due bonifici, uno il 27 febbraio, come tutti i mesi, e un altro il 2 marzo a integrazione che andrà a recuperare il non pagato della produttività, l’ormai famoso salario accessorio. L’annuncio del vicesindaco Luigi Nieri al termine della giunta comunale che ha approvato la pre-intesa raggiunta con i sindacati e la delibera che di fatto prevede le anticipazioni per i mesi di febbraio, marzo e il ritorno al contratto nelle scuole alle 27 ore.
Una vittoria che non sugella una vera e propria pace tra Campidoglio e lavoratori, ma quanto più un’armistizio fino al primo settembre, quando dovrà essere discussa la riorganizzazione delle scuole materne.
Sono state infatti solo “sospese”, per il periodo gennaio-giugno 2015, le nuove regole di sostituzione del personale assente nei nidi, ripristinando il pre-esistente rapporto frontale educatrice-bambini”. E “inoltre sospendere le 30 ore di rapporto frontale insegnante-bambini”, con “il ripristino delle 27 ore”. Lo prevede il verbale sottoscritto da Campidoglio e sindacati, al termine del tavolo sindacale sulla riforma del contratto decentrato dei lavoratori capitolini. Sospesa “Altresì la nuova configurazione del monte orario annuale, nonché le nuove regole sulla fruizione delle ferie e dei periodi a disposizione, così come previsto dalla pre-intesa”. Sempre “in relazione al settore educativo-scolastico”, un punto del verbale recita: “Avviare tempestivamente i lavori del tavolo tecnico amministrazione/ organizzazioni sindacali”.
Il documento approderà nella Giunta capitolina poi si terrà un referendum tra i lavoratori. Sindacati spaccati, con Cisl e Cgil che hanno firmato il verbale mentre si smarca la Uil. “Sono confermate tutte le perplessità già rilevate stamane con nota scritta. Continua a mancare un qualsivoglia supporto tecnico-giuridico alle richieste di anticipi, restituzione decurtazioni, pronunciamento OREF. L’amministrazione si dimostra nuovamente inaffidabile”. Così Francesco Croce, della Uil Fpl, confermando la revoca alla preintesa. “La Uil ha invocato coerenza e ha salvato la procedura referendaria a tutela della libertà di giudizio dei lavoratori. Senza riscontri concreti, rischiamo di assistere all’ennesima farsa a carico dei dipendenti capitolini”.





