Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Gallery » E’ una gatta in un corpo che scotta. Silvy, la bio-modella concettuale

E’ una gatta in un corpo che scotta. Silvy, la bio-modella concettuale

E’ una gatta in un corpo che scotta. Silvy, la bio-modella concettuale
LE RAGAZZE DI RONCONI. “Ho rischiato la paralisi per un incidente: da allora studio il corpo che “presto” come immagine”. Uno sguardo felino che nasconde una guerriera amazzone con i muscoli di un’atleta

di Titta Poli

Ha lo sguardo di un felino selvaggio, le curve di una pin up, l’energia di una guerriera amazzone, il pudore di un’adolescente, i muscoli di un’atleta. Sul corpo, inteso come combinazione magica tra bellezza delle forme e salute fisica e mentale, ha plasmato il suo progetto di vita. Sangue franco-argentino, romana d’adozione, Silvy fa la modella da quando aveva quindici anni, ha posato davanti agli obiettivi di famosi fotografici di moda, è stata testimonial di marchi famosi e prodotti per il benessere del corpo. Poi, dopo aver firmato con i suoi occhi grigi calendari e copertine di libri, ha deciso che per comunicare la sua grande energia, non sarebbe bastato mostrare le sue parti migliori. E così, si è messa a studiare, e anche parecchio, perché per essere belli bisogna far prima star bene il proprio corpo e la propria anima. Oggi è anche una personal trainer, esperta di fitness e bioenergetica. Conosce il corpo umano e legge le sue vibrazioni.
Com’è iniziata la sua carriera di modella?
“All’età di quindici anni, la mia passione per la pittura mi ha portato a conoscere alcuni artisti, scultori e pittori. Uno di loro mi ha proposto di posare per le sue opere, ho accettato per gioco e per guadagnare qualche soldo mentre studiavo. Per tre anni ho lavorato come “modella dal vero”. Dopo aver acquisito un po’ di esperienza sono andata a bussare alla porta di un fotografo romano per fare i primi scatti. E’ iniziato così il mio percorso”.
Quali sono state le esperienze più significative?
“Beh, ho lavorato con grandi fotografi come Roberto Rocchi e Bruno Oliviero, ho vinto la raga di Miss Fotogenia nel concorso Fotomodella d’Italia, ho fatto da testimonial a numerosi prodotti e creme per il corpo. Ho posato per calendari e copertine di libri”.
Che differenza c’è tra posare per uno scatto fotografico e posare un’espressione artistica?
“La differenza è netta: le pose per una scultura o una pittura esigono l’immobilità assoluta. E questo si raggiunge solo con una raffinata tecnica di concentrazione e respirazione. Non è facile resistere a dolori e pruriti ed io vanto un bel primato”.
Ossia?
“Riesco a rimanere immobile per un’ora e mezza, senza muovere nemmeno gli occhi. Quando si fa un servizio fotografico è tutto diverso: io amo esprimermi con il movimento e con l’espressione, mi piace sorridere cosa che fanno in pochissime”.
Perché?
“Perché il sorriso è difficilissimo dal punto di vista fotografico. Le modelle spesso non sorridono per paura di assumere espressioni brutte. Io non lo condivo perché essere modella per me non è solo rappresentare la bellezza bensì esprimere unicità e l’idea di farlo con un’espressione meno estetica non mi spaventa”.
Quale parte del suo corpo ama di più?
“Le gambe: pur non avendo un’altezza eclatante posso vantare la particolarità di avere un’anca altissima ed infatti ho fatto molti servizi per costumi da bagno”.
Quanto l’ha aiutata lo sport a plasmare il suo fisico?
“Ho sempre fatto sport, dall’odiato nuoto all’età di quattro anni al ballo, che per me è naturale come respirare. Per tre anni mi sono mantenuta ballando: balli caraibici come la salsa, il merengue e l’afro. Ma la mia grande passione è la corsa, velocità e mezzofondo, soprattutto sulle piste montane. Amo il paesaggio e gli ostacoli naturali che mi regalano il contatto con la natura. Stesso motivo per cui ho iniziato a fare arrampicata”.
Alla passione per lo sport ha affiancato lo studio approfondito delle tecniche di allenamento, di psicologia corporea e fisioterapia: come è nata questa esigenza?
“Ho il diploma in bioenergetica e terapia posturale. É stata una sfida con me stessa che mi ha aiutato a superare un grave trauma”.
Vuole raccontare cosa è successo?
“Cinque anni fa ho avuto un incidente stradale e ho rischiato di rimanere paralizzata sulla sedie a rotelle. Ho fatto appello a tutta la mia forza di volontà e alla voglia di vivere una vita normale per riuscire ad uscire dall’incubo. Dopo due anni di terapia mi dissero che non avrei mai più potuto fare attività sportiva ma io ho iniziato a studiare: libri, anatomia, ginnastica posturale, tecniche di respirazione, massaggio passivo. Mi sono rimessa in gioco contro il parere dei medici, mi hanno salvato soprattutto gli esercizi di respirazione. E sono riuscita a ricominciare la mia vita. A quel punto ho deciso di studiare per aiutare anche chi aveva avuto i miei stessi problemi. Il prossimo passo è il corso di alimentazione per il fitness”.
Qual è il suo sogno come modella?
“Diventare un’immagine, rappresentare un concetto. Non mi interessa affatto diventare famosa. Il mio sogno è poter prestare l’espressione del mio corpo e del mio volto per comunicare un’idea”.