di Valentina Renzopaoli
Campagna elettorale al veleno, segnata dalla rabbia e dal terrore. Con la rete e i social in primis a fare da cassa di risonanza, da moltiplicatore infinito di un odio seriale ancor più grave e temibile perché mediato da una distanza virtuale che impedisce di guardare negli occhi il “nemico” e, così, permette di scaricargli addosso tutta la cattiveria umana.
All’indomani del risultato elettorale, affaritaliani.it pubblica una lettera che racconta la storia di una donna candidata al consiglio regionale alla prima esperienza politica. Lisa Comes ha 43 anni, è una professionista romana e ha deciso di tentare l’esperienza politica per passione, per seguire i suoi ideali e provare a dare il suo contributo di donna e di lavoratrice abituata a lottare contro i problemi radicati del nostra società. Lisa Comes si è candidata con Forza Italia, non è stata eletta e ora continuerà la sua vita.
Ma sulla sua pagina di fb, Lisa per un mese e mezzo è stata riempita di insulti, parolacce, frasi feroci. “Lisa quanti festini hai fatto ad Arcore?”, “vai a lavorare se ne sei capace”, “sei una rincoglionita”, “povera Lisa sei messa male fatti aiutare?”, “da napoletano mi vergogno perché la gente ha generato gente come lei”, “a 43 anni pensa a fare un figlio prima, povera Italia”… peccato che Lisa non ha avuto figli perché non sono venuti e non perché non li volesse.
La lettera è firmata dalla sorella Evita
La donna di cui vi parlo si chiama Lisa Comes, è mia sorella, e nel corso dell’ultimo mese e mezzo ho avuto modo di accompagnarla durante gli incontri della sua campagna elettorale. Il riscontro positivo che Lisa ha avuto parlando di persona con la gente è stato sorprendente. Ha i giusti argomenti, è preparata, sa ascoltare e soprattutto, un po’ per esperienza e un po’ per carattere, è estremamente abituata a trovare soluzioni ai problemi, prerogativa indispensabile per fare politica, a parere di chi scrive. Lisa si è candidata per il Consiglio della Regione Lazione con il partito Forza Italia. Condivisibile o meno la sua scelta resta una scelta, mossa dalla libertà di cui godono i cittadini di una repubblica democratica come la nostra.
Lisa ha deciso di fare il suo tentativo, si è messa in gioco, andando contro il compagno, gli amici e la famiglia che gli consigliavano di lasciar perdere perché sarebbe stata solo una grande delusione. Bene oggi vi dico che la delusione non arriva dall’alto, ma dagli stessi comuni mortali che lottano i problemi radicati tutti i giorni, ma che ormai, delusi da tutto, hanno deciso di dare sfogo alla loro rabbia attraverso gli insulti.
Per la sua campagna elettorale, Lisa ha deciso di aprire una pagina facebook per raggiungere con le sue idee e proposte un numero di persone molto più grande rispetto al solo utilizzo dei mezzi tradizionali: incontri, comizi, volantinaggio etc.
Facebook ha dato voce a tutti, nessuno escluso, pure a chi francamente prima di parlare dovrebbe contare fino a 1000 e non fino a 10. Praticamente tutti gli uomini e le donne che si sono presi la briga di commentare la pagina elettorale di Lisa sono affiliati del Movimento 5 stelle. Ma loro sono molto più che affiliati. Sono ciechi sostenitori senza regole né onore. Sono persone arrabbiate con la vita che solo per il gusto dell’insulto si piegano a una comunicazione becera e bassa dei loro pensieri. Sono odiatori seriali che odiano sul web per paura di farlo nella vita reale. Sono persone prive di argomenti e che condividono solo il gusto dell’insulto e mai un’idea. Poche cose li uniscono e sono l’odio per il diverso e il disprezzo gratuito.
Ho 30 anni, non sono nata con i social, ma ci sono cresciuta e proprio pochi giorni fa lo stesso facebook mi ricordava che sono iscritta già da 10 anni, eppure, ho perfetta memoria di come era prima. Inutile dirvi che rimpiango quei tempi, ma più di tutto rimpiango il rispetto che si è perso e il sentimento di unione che ha sempre contraddistinto il popolo italiano di cui ho avuto contezza dai racconti della mia famiglia e soprattutto dall’insegnamento che sempre quest’ultima mi ha impartito.
Visto che i post sono pubblici, affaritaliani.it ha deciso di pubblicare gli screen shot dei commenti offensivi nella gallery
