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“Frana colposa”. Il Comune nei guai. Monte Mario in ginocchio da febbraio

“Frana colposa”. Il Comune nei guai. Monte Mario in ginocchio da febbraio
frana montemario 1
Fogne non a norma, nessuna politica di regolamentazione del drenaggio delle acque: questo lo scenario che sarebbe all’origine degli smottamenti che tra gennaio e febbraio hanno colpito l’Olimpica e la Panoramica. La Procura ha aperto un’inchiesta
“Frana colposa”. Il Comune nei guai. Monte Mario in ginocchio da febbraio
“Frana colposa”. Il Comune nei guai. Monte Mario in ginocchio da febbraio
“Frana colposa”. Il Comune nei guai. Monte Mario in ginocchio da febbraio

La Procura di Roma ha aperto una inchiesta sugli smottamenti del terreno che hanno interessato le strade Olimpica e Panoramica a seguito del maltempo che tra gennaio e febbraio ha colpito la capitale. L’ipotesi per cui procede il pubblico ministero Pietro Pollidori è frana colposa.

Il Codacons, che fin da subito si era mosso contro i disagi patiti dalla cittadinanza a seguito del maltempo, ha depositato richiesta di costituzione di parte offesa nel procedimento aperto dalla Procura. Sulla Panoramica e sull’Olimpica, come conferma il Geologo Rivera, “non c’è mai stata una vera politica di regolamentazione per il drenaggio delle acque, sia quelle superficiali, sia quelle bianche (pioggia) e nere (fogne)”. Il terreno perde in molti punti, gli scarichi fognari non reggono – scrive il Codacons nell’atto di costituzione – C’è già una predisposizione del terreno all’instabilità, Ci sono state invece pesanti modifiche del territorio che hanno stravolto la geologia dei luoghi. Si è costruito per anni dove non di doveva, non c’è stato controllo”.

Sotto accusa le istituzioni e le pubbliche amministrazioni: “Dovevano adottare tutti quei provvedimenti amministrativi tesi ad eliminare, scongiurare e/o comunque ridurre a condizione di normale tollerabilità il pericolo concreto su interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei (nel caso di specie il diritto alla incolumità pubblica e privata) degli abitanti le località rientranti in situazioni di rischio idrogeologico conformemente ai poteri e alla disciplina vigente in materia”.

Per questi motivi il Codacons si è costituita parte offesa chiedendo di procedere nei confronti di tutti coloro che soggetti pubblici e/o privati che saranno ritenuti responsabili oltre che per i reati di frana colposa, anche per i danni provocati al territorio, in relazione alla gestione amministrativa e a possibili omissioni o illeciti sul piano edilizio ed ambientale ben potendosi configurare fattispecie penalmente rilevanti quali abuso di ufficio e omissione in atti d’ufficio.