Se non avete mai bevuto il corposo vino rosso paesano direttamente dal “canaio”, una specie di vecchia tegola che ne conserva il profumo e il sapore, la Sagra dei Frascategli di Morolo rappresenta una buona occasione per vivere questa nuova esperienza. E per gustare, allo stesso tempo, un particolare primo piatto che ricorda uno gnocco, condito dalle massaie di questo paese in provincia di Frosinone con cipolla, aringa, broccoletti, sugo, salsiccia e ancora in tante altre varianti. L’appuntamento è fissato per domenica 12 aprile: alla Sagra dei Frascategli saranno protagoniste una serie di prelibatezze gastronomiche della Ciociaria, e una volta terminato il lauto pasto ci si potrà divertire con i giochi paesani e con gli spettacoli di musica popolare, respirando quell’atmosfera allegra che solo nelle feste dei piccoli centri è possibile ancora ritrovare. Magari ammirando lo splendido panorama che si può godere dal Castello, immerso nel verde nel punto più alto del centro storico di questo paese che conserva anche tre Chiese di grande valore artistico: quella dedicata a San Pietro, quella di San Rocco e la Collegiata di Santa Maria.
Spostandosi più a nord, lungo la via Aurelia in quello che una volta era il territorio degli Etruschi, ecco che dal 10 al 12 aprile a Ladispoli il carciofo romanesco sarà il grande protagonista di tre giorni di festa. Un evento in cui la gastronomia di qualità la farà da padrone, con i carciofi serviti davvero in tutte le salse a partire dalle classiche versioni “alla romana” e “alla giudia”, insieme a un lungo programma di intrattenimenti con balli, sculture realizzate con i carciofi, spettacoli, performance musicali e giochi pirotecnici. La Sagra di Ladispoli rappresenterà anche un salto nel passato perché furono proprio gli Etruschi, tanti secoli fa, i primi a dedicarsi da queste parti alla coltivazione del carciofo. Attualmente, lungo il litorale a nord di Roma nei dintorni di Ladispoli e Cerveteri, un’area particolarmente vocata alla produzione del Carciofo Romanesco IGP, sono due le coltivazioni principali: la “Castellammare” (precoce) e la “Campagnano” (tardiva).
A cura di Fuoriporta
