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La Finanza “inchioda” il super criminale. Il tesoro “der Marchese” vale 3,5 milioni

Pluripregiudicato e “amico di tutti i criminali romani”, denunciava 19 mila euro di reddito dal 1992 al 2013 ma aveva 17 appartamenti, 6 auto, 2 cassette di sicurezza e ingenti disponibilità finanziarie intestate a lui ed ai suo familiari, per un valore complessivo di circa 3,5 milioni di euro. LE INTERCETTAZIONI

Nel corso dell’operazione denominata “il Marchese” la guardia di Finanza ha sequestrato questa mattina l’intero patrimonio, di circa 3,5 milioni di euro, riconducibile a Claudio C., pregiudicato romano, soprannominato “il marchese”. I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma e del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata hanno dato esecuzione ad un decreto di sequestro di prevenzione, emesso dal Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti del pregiudicato Claudio C. e di alcuni suoi “prestanome”.
Claudio C. è ampiamente noto alle forze di Polizia, tanto che, sin dal 1990, è stato oggetto di molteplici segnalazioni per delitti di vario genere (dalla ricettazione al riciclaggio, dal porto abusivo e detenzione di armi alla rapina, dalle lesioni personali alla tentata violenza sessuale a scopo di rapina, dall’usura aggravata all’associazione per delinquere). Aveva anche rapporti con pregiudicati mafiosi calabresi, in relazione ai quali è stato oggetto di provvedimenti restrittivi della libertà.
Illuminante, in tal senso, è stata la rilettura e valorizzazione di vecchie intercettazioni telefoniche, in cui Claudio C. sottolineava come, per l’esecuzione delle rapine, “i romani” fossero sicuramente più “specializzati” rispetto “ai calabresi” o “ai napoletani”: “Le rapine a Napoli non le sanno fare per niente. Le rapine serie ci vogliono sempre questi di Roma per farle a Napoli. A Napoli, in Calabria…sono ottusi, non le sanno fare per niente! … i napoletani, i calabresi, quando hanno da fare un lavoro serio dove ci sono i soldi, lavoro tipo un blindato o una cosa del genere, vengono sempre qui a Roma. … La gente brava e’ quella che non fa ‘succedere’ i morti. Poi se deve succedere, oh, la vita mia con quella di quell’altro…e’ meglio quella di quell’altro”. L’uomo si vantava delle entrature criminali su cui poteva contare su Roma “tutti i più grossi pregiudicati, tutti, li conosco tutti! non è che ti dico che ne conosco il 70, l’80%. tutti quanti, tutto il 100%. tutti! di Roma, io ti parlo di Roma…non ti dico tutti quanti, ma di Roma tutti proprio!”.
L’attività di polizia economico-finanziaria svolta dal Nucleo di Polizia Tributaria di Roma e dal Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata, supportata anche da servizi dinamici sul territorio, quali appostamenti e pedinamenti, ha consentito di accertare come, nel corso degli ultimi quindici anni, Claudio C. abbia progressivamente accumulato un rilevante patrimonio immobiliare, mediante l’intestazione fittizia a prestanome. Il provvedimento ha portato al sequestro di 17 unità immobiliari, 6 veicoli, 2 cassette di sicurezza e le disponibilità finanziarie intestate a lui ed ai suo familiari, per un valore complessivo di circa 3,5 milioni di euro. Un patrimonio notevole a fronte di un reddito totale dichiarato dal 1992 al 2013 di soli 19mila euro.