di Fabio Carosi
“Andrebbe bene chiunque come coordinatore, tranne Renata Polverini”. Nella nuova Forza Italia post scissione si apre subito la guerra. Una tenzone tra i pochi sopravvissuti alla nascita di Fratelli d’Italia e al Nuovo centrodestra. Pochissimi rispetto a quanti ne erano partiti col Pdl ma tutti uniti su un punto: il nome dell’ex presidente della Regione, è improponibile come coordinatore del Lazio e il tandem con Daniele Capezzone per il posto da coordinatore di Roma rischia di far saltare l’intero progetto chiesto da Berlusconi di ripartire dai territori.
A spiegare la rivolta che cova nel nuovo partito di centro-destra, sempre più simile ad un correntone ex democristiano è il solito insider: onnipresente ad ogni riunione degli ultimi giorni e ben addentro al progetto di rinascita forzista, spiega ad Affaritaliani.it ciò che sta accadendo.
“Semplice, quel che resta del Pdl deve darsi una struttura seria e credibile e il nome di Renata Polverini non è una garanzia politica. Dai Municipi sino alle Province, Ciociaria compresa, appena è girato il suo nome sono arrivare le minacce di una nuova diaspora”.
Ma cosa rimprovera la base del partito alla ex presidentissima? Basta guardare la storia dell’ultimo anno per capire che si tratta molto di più di un mal di pancia. “Intanto le sue politiche “Renata centriche”, il mancato aiuto a Roma e alla Giunta di Alemanno, il caos lasciato in Regione con le sue dimissioni e il premio che ha ricevuto con il posto alla Camera”. Continua l’insider: “E non possiamo dimenticare che la Polverini alle Comunali di primavera ha presentato la sua lista Città Nuove quasi in ogni Comune, antagonista al Pdl e pronta a varare un partito tutto suo. Oggi che sta scomparendo pretende di ritornare in sella solo per i suoi rapporti con Denis Verdini”.
Dunque il problema è politico e sembra proprio che sul nome di Renata Polverini la scissione a livello romano sia stata più traumatica di quanto fosse possibile prevedere, agevolando il transito di molti big verso il Nuovo Centrodestra.
Se non la Polverini, allora chi? L’insider ha le idee chiare: “Ci sono due possibilità: o Pietro Barelli oppure Francesco Giro, entrambi in tandem con Davide Bordoni, al quale verrebbe data la responsabilità del coordinamento romano al posto di Daniele Capezzone. Anche lo stesso Giro nella girandola di dichiarazioni che ha seguito la nascita di Forza Italia, si era dimostrato perplesso sulla Polverini. Lui che quattro anni fa l’aveva lanciata e dopo era stato dimenticato, potrebbe allora consumare la sua vendetta politica: “Mandare in cantina la signora della Regione che tanti danni ha fatto e ripartire nel Lazio e su Roma con un’altra marcia”. Altrimenti? “Sarà una nuova diaspora a partire dalla base”.


