Non è uno scherzo. Cieca per davvero e con una sensibilità corporea unica. Roberta Gemma, la pornodiva più premiata d’Italia torna sul set cinematografico vestita ma senza la possibilità di vedere. E’ la protagonista di The Transparent Woman, l’ultimo lavoro del regista romano Domiziano Delvaux Cristopharo che per questa pellicola erotico-thriller ha affiancato alla Super Gemma l’attore australiano Arian Levanael, un personaggio molto noto nel mondo dello spettacolo per le sue esibizioni che includono numeri acrobatici, soprattutto aerei, e giochi col fuoco. Ma Levanael è noto anche perché negli anni è stato protagonista spesso di editoriali in cui fotografi internazionali ne hanno esaltato le doti estetiche e quindi bellezza chiama bellezza in un lavoro che apre il filone dell’horror da camera.
Domiziano Delvaux Cristopharo, sceglie affaritaliani.it per anticipare i contenuti del suo lavoro, ennesima tappa di un percorso che va da The Museum Of Wonders con attori del calibro di Francesco Venditti, Valentina Mio, Maria Grazia Cucinotta, Giampiero Ingrassia, Elda Alvigini, Venantino Venantini, Maria Rosaria Omaggio, Giovanna Nocetti, Ruggero Deodato, Yvonne Sciò e arriva proprio alla donna trasparente.
Cristopharo, dal cult, all’horror di Bloody Sin: in questo percorso c’è un elemento che lo rende unico e atipico: è quel filo che unisce Maria Grazia Cucinotta, Maria Rosaria Omaggio, Yvonne Sciò e Roberta Gemma. Cosa hanno queste donne in comune?
“I motivi per cui ho scelto queste donne a ricoprire diversi ruoli nei miei film, sono vari: son tutte di una bellezza “diversa” e senza tempo… fuori da schemi e canoni precisi; son tutte donne forti e di carattere, personaggi che han sempre diviso e fatto (nel bene o nel male) discutere. Son tutte persone con una grande umanità, grande non meno della fama che le accompagna. Con alcune di loro è nata una forte amicizia”.
Torniamo alla Gemma. La presenza di una star pluripremiata sembra un’operazione di marketing. Perché proprio Roberta?
“Il cinema, specie al giorno d’oggi, è anche… soprattutto, marketing: finti scandali, gadgets, passerelle… tutto quello che fa brodo fa andare avanti l’industria, anche quella più consolidata e mainstream; quindi la presenza della Gemma è indubbiamente un fattore che gioca al film un gran favore, al di la di quello puramente artistico e qualitativo. Transpartent Woman rievoca chiaramente le atmosfere Anni ’70 dei thriller/erotici all’italiana (vedi Sergio Martino e la Fenech) e al giorno d’oggi non mi vengono in mente altre icone della sensualità ed erotismo con una bellezza genuina e non artefatta da botox e silicone al di fuori di Roberta. Chi meglio di lei può avere la leggerezza e la popolarità di un personaggio sfrontato e senza censure, adatto a rivestire (e svestire) ruoli simili?
E poi è una delle attrici più precise e umili con le quali ho lavorato: non si stanca mai, non si lamenta, se c’è da girare 12 ore invece che 8 si rimbocca le maniche… è propositiva… avevo voglia di affidarle un ruolo fuori dai suoi canoni. Avevo notato le potenzialità sceniche di una accoppiata come quella Gemma/Levanael già sul set di BLOODY SIN, ed inoltre il loro particolare affiatamento mi ha spinto a confermarli entrambi: 2 indiscussi sex symbol internazionali alle prese con un film che ne sfrutta le doti fisiche… e non solo”.
Una donna da vedere che non vede: quale il senso di questo fantastico mondo?
“Il cinema è nella sua essenza uno strumento che pone il pubblico nella condizione di “voyeur”… la cecità filmica di Roberta diviene un pretesto per guardarla indisturbati, ma anche sadicamente diviene un gioco registico che permette al pubblico di scoprire cosa davvero ha attorno questo personaggio sventurato che, privato di uno dei sensi, ha la percezione del mondo che la circonda basata solo sulla fiducia di ciò che tocca e di ciò che le viene detto.
Cosa si aspetta da questo lavoro?
Ci siamo molto divertiti a farlo, e spero sia un piacevole modo di passare il tempo anche per i futuri spettatori. La voglia di omaggiare un certo “storico” cinema Italiano che ha fatto scuola nel mondo, ci ha spinto a lavorare con grande sacrificio e passione, visti i titoli “cult” con i quali dovremmo confrontarci nel gioco dell’amarcord. Non posso non citare la sceneggiatura di Andrea Cavaletto (già sceneggiatore di Dylan Dog) e la presenza di Giovanna Nocetti, storica cantante e compositrice, che oltre ad un insolito cameo da attrice… firma la colonna sonora assieme a Salvatore Sangiovanni e canta una song tipicamente anni ’70 scritta appositamente per noi dal grande Paolo Limiti”.
ESCLUSIVO. Il regista romano Domiziano Delvaux Cristopharo sceglie affaritaliani.it per raccontare la sua nuova pellicola erotico-thriller nel quale riecheggia la commedia sexy degli Anni ’70. E sul set trionfa la pornodiva più premiata d’Italia che vivrà una percezione della realtà basata solo sulla sensorialità e sui racconti. Spiega il regista; “Un personaggio sfrontato e senza censure”. LA GALLERY
