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Lauree: vietate trombe e applausi: Scienze Politiche vara il rigore

Mail “minatoria” del preside di Facoltà “Niente caos”. E preannuncia denunce

A La Sapienza la preside di facoltà spedisce una mail a tutti i futuri dottori: se ci sarà il solito caos a fine esposizione le sedute verrano sospese e verrà chiamata la polizia. “In una circostanza lanciato un lacrimogeno in corridoio”

Stop alla seduta di laurea, intervento della Polizia ed eventuali identificazioni e denunce per interruzione di pubblico servizio.
Tutto questo potrebbe accadere durante la sessione di laurea di luglio nella Facoltà di Scienze Politiche della Sapienza, qualora i laureandi, e i loro amici o parenti, “introducano in facoltà e all’interno del chiostro antecedente l’ingresso alla stessa bevande, cibi, coriandoli, trombe, fischietti” e si mettano a “urlare, fischiare, applaudire in modo scomposto”.
Il diktat arriva da una mail che l’ufficio di presidenza della Facoltà ha inviato a tutti i prossimi “dottori”. “In occasione dei festeggiamenti post-laurea durante lo svolgimento delle sedute purtroppo, nonostante gli avvisi posti lungo il corridoio della Facoltà, si continuano a verificare comportamenti contrari a quanto un’istituzione universitaria possa tollerare – si legge nella mail – in una particolare circostanza si è arrivati all’utilizzare un lacrimogeno lungo il corridoio comportando disagi all’utenza, studenti-docenti-personale tecnico amministrativo, che legittimamente continua a frequentare la Facoltà per garantire l’esercizio delle funzioni spettanti ad essa (lezioni, ricevimento studenti, circolazione tra un’aula ed un’altra nel cambio ora, esami). Su questa episodio, accompagnato dalle consuete grida, cori, bivacchi, è stata chiamata la polizia e, quello che doveva essere un giorno di festeggiamento, si è trasformato in un brutto giorno”.
Per tale motivo, la preside Raffaella Messinetti ha disposto i suddetti divieti aggiungendo che “i festeggiamenti, essendo fatti privati, dovranno svolgersi presso le strutture adibite a ciò (bar, parchi all’aperto) e non vicino le aule in cui si svolgono lezioni”.