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Salva-Atac, cedesi Agenzia sana. Il Comune corteggia la Regione

Salva-Atac, cedesi Agenzia sana. Il Comune corteggia la Regione
guido improta tabacchiera
Massimo Tabacchiera presenta il bilancio sano dell’Agenzia per la Mobilità e prepara le valige con due anni di anticipo. L’assessore Guido Improta svela il progetto per salvare i conti del trasporto dove mancano 60 milioni: creare un unico soggetto regionale e mettere tutto nel Salva-Roma
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di Fabio Carosi

E l’estremo sacrificio. Una società pubblica sana, addirittura in utile; con una discreta patrimonializzazione, veloce nelle commesse, bene gestita ed efficiente, cedesi in cambio della salvezza dell’Atac. E’ l’ultima spiaggia alla quale è approdato l’assessore ai trasporti del Comune di Roma, Guido Improta alle prese con l’incubo della Giunta Marino: arrivare al 7 luglio, ultimo giorno utile per presentare un piano credibile di rientro del debito comunale, previsto dal Salva-Roma.
E così sono state costruite le condizioni per aprire un tavolo con la Regione Lazio. Con Massimo Tabacchiera, che ha presentato un bilancio da record per un’azienda pubblica, tanto da meritarsi un ingresso nel Guinnes dei Primati e che ha restituito il mandato al Comune di Roma con due anni di anticipo, sul piatto della futura-ipotetica Agenzia regionale per la Mobilità e i Trasporti, Improta mette una perlina: l’Agenzia che fattura 44 milioni di euro, che ha un margine operativo lordo di 3 milioni e 230 mila euro, un patrimonio di 22 mila euro e che in quattro anni ha già ridotto i dipendenti del 14 per cento. E nella pancia ha alte professionalità, una linea di comando leggera e che da sempre ha puntato sull’innovazione per gestire servizi che vanno dal rilascio dei permessi per la ztl, sino al car sharing (privato ed efficiente) ma anche parcheggi, varchi ztl e, ancora,  semafori e gestione delle sanzioni. Se non bastasse è riuscita anche a portare a Roma da Bruxelles 20 milioni di euro di fondi per la progettualità. Nel caos delle aziende pubbliche romane, “tanta grazia” ha un valore inestimabile. E proprio dalla tecnologia applicata alla mobilità, Improta vuol partire per la proposta di creare un unico soggetto a livello regionale per gestire trasporti e sistemi, secondo il criterio dello “sharing istituzionale”. Come dire: i soldi sono pochi e sempre meno, tanto vale mettere insieme le risorse per gestire meglio i servizi.

 E l’Agenzia nata dalla costola di Atac nel 2009 è un soggetto sano che può estendere i suoi servizi da Montefiascone ad Alvito e, lato Comune di Roma, vale come l’oro per via della sua salute perfetta. E poi c’è da risanare l’Atac che si prepara a chiudere il bilancio 2013 con un rosso da 180 milioni di euro, nonostante tagli pesanti, ottimizzazione e riduzione dei costi da mancato esercizio. Spiega Improta che così svela il disegno: “Noi abbiamo l’esigenza che i 140 milioni programmati (dalla Regione come stanziamento) nel 2014 possano essere incrementati con una cifra di almeno 200 milioni”. Il resto è più o meno quello che vale l’Agenzia, tra capitalizzazione, contratto di servizio col Comune e possibili sinergie con altre amministrazioni locali. E il Comune si preparara a sedurre la Regione e a fare bingo per l’Atac: una copertura dei debiti in cambio di un’iniezione di tecnologia. In più senza grane di manager da mandare via, visto che Tabacchiera ha reso disponibile la poltrona dopo aver dimostrato che “il pubblico”, se vuole può lavorare bene e con conti in ordine. Tutto pronto, inizia il corteggiamento.