Niente più penna e blocchetto, se non quello dei verbali. E sulla “compilation” non si discute perché a certificarla e Shazam che confronta suoni e battute con il potente archivio di oltre 11 milioni di brani. E per chi evade la Siae non c’è più scampo.
Il potentissimo software per il riconoscimento delle canzoni è l’ultima arma in mano agli ispettori della Società italiana autori ed editori, già sperimentato e ormai divenuto uno strumento ordinario di lavoro. E si è visto all’opera già due volte: la prima circa un mese fa in occasione del blitz contro i pullman discoteca. Preceduti da agenti della Polizia Locale e dagli uomini dell’ispettorato del lavoro, i “cacciatori di di diritto d’autore” sono saliti a bordo dei bus e hanno acceso Shazam per qualche minuto, Quanto basta per un controllo a campione e una verifica della scaletta con il classico borderò ed il gioco è fatto. E l’eventuale multa non si può contestare perché il software non mente.
E visto che sui bus discoteca ha dato effetti strabilianti, una decina di giorni fa è toccato ai commercianti cinesi dell’Esquilino. Anche qui solita procedura con smartphone pronto a certificare, solo che molti dei negozietti di vestiti e “inutilerie” a pochi euro, il borderò non ce l’avevano. E così, verbalone incontestabile.
Ora tocca agli aperibar, alle discoteche estive e ai chioschetti che si preparano alla stagione estiva. Sarà una strage di verbali, guai a chi viola le regole: il software inglese non sbaglia mai.
Gli ispettori della Società entrano nei locali armati di smartphone e con il software inglese individuano i brani. Basta un confronto con il borderò e poi scatta la multa incontestabile. Hanno già colpito due volte: sui bus discoteca e nei negozi cinesi dell’Esquilino. Per l’estate l’offensiva tecnologica si sposta al mare
