Culture

L'occhio della macchina davanti all'arte: Quayola a Modena

 

Modena, 21 set. (askanews) - La tradizione dell'arte occidentale ripensata con lo sguardo delle macchine. E' un tema affascinante e di vera contemporaneità quello che l'artista romano Quayola affronta nella mostra "Ultima perfezione" presentata dalla Fondazione Modena Arti Visive in collaborazione con la galleria Marignana Arte di Venezia. Un progetto che utilizza le nuove tecnologie per formulare una nuova idea di sguardo, lo sguardo delle macchine appunto, attraverso il quale noi stessi siamo chiamati a ripensarci, partendo dalle icone della perfezione estetica codificata in Occidente attraverso l'arte. E i risultati, come ci ha detto lo stesso artista, possono aprire nuove strade."Mi affascina - ha spiegato Quayola ad askanews - l'idea di cercare le imperfezioni o le impossibilità che può avere l'occhio della macchina nel guardare qualcosa. Il fatto che possa comprendere quello che guarda in maniera completamente diversa dalla nostra potrebbe generare incomprensioni, ma è proprio attraverso queste incomprensioni che possono nascere degli spunti per estetiche completamente nuove e linguaggi completamente nuovi".Linguaggi che generano opere vere e proprie, in qualche modo sospese tra il modello classico, l'intervento dell'artista e il, se così possiamo dire, pensiero delle macchine. E che hanno la forza, come ci ha confermato il curatore Daniele De Luigi, di stimolare nuove riflessioni."Sono opere - ci ha detto - che sicuramente hanno una loro bellezza, che dobbiamo scoprire, che ci affascina e quindi questa idea di perfezione viene rimessa in gioco, viene aggiornata ed è interessante che il visitatore sia chiamato a interrogarsi su questo concetto guardando questi lavori di Quayola".La mostra, il cui titolo rimanda alle Vite del Vasari, è allestita a Palazzo Santa Margherita e presenta una video-installazione e quattro serie di lavori, due delle quali prodotte per l'occasione: una sequenza di sculture e un ciclo di opere su carta, alcune delle quali entreranno a fare parte delle collezioni del disegno gestite da Fondazione Modena Arti Visive.

-->