Culture

Brescia, la ripartenza dopo la pandemia passa attraverso i musei

 

Milano, 1 giu. (askanews) - Brescia è stata una delle città più colpite dall'emergenza Coronavirus, ma l'inizio della fase 2 è stato contraddistinto, dal 21 maggio, dalla riapertura del Museo di Santa Giulia e della Pinacoteca Tosio-Martinengo. Un evento che ha valore anche simbolico, in vista di una complessiva ripartenza della città, come ha sottolineato anche il vicesindaco Laura Castelletti."Brescia - ha detto - esce oggi dopo due mesi da una durissima esperienza umana, sanitaria e sociale che ha portato grandissima sofferenza e grandissimo dolore. Vogliamo ripartire, la città e i cittadini pian piano si riappropriano dei loro spazi e incominciamo a farlo proprio dalla cultura".Nella fase iniziale gli accessi saranno regolati e contingentati, nel rispetto delle regole sanitarie, e sarà possibile la presenza di un massimo di 15 persone."Siamo molto contenti di essere riusciti a farci trovare prontissimi per questa riapertura - ci ha spiegato Francesca Bazoli, presidente della Fondazione Brescia Musei - siamo stati tra i primi musei a riaprire in Italia e credo che questo sia doveroso in una città come la mostra che è stata nel pieno centro della pandemia, perché questo significa che siamo in grado di rialzarci e siamo in grado di farlo partendo dalle cose più preziose che abbiamo in città".Apettando il ritorno della Vittoria Alata, previsto per l'autunno 2020, la Fondazione e il suo direttore Stefano Karadjov puntano sulla cultura come stimolo sociale. "Dopo 74 giorni di chiusura - ha concluso il direttore - i musei ripartono e, prima di tutto, accompagnano i cittadini alla riscoperta dei loro tesori, per la rinascita".Uno sguardo, quello dei musei bresciani, che abbraccia secoli di storia, ma che, dati i tempi che stiamo vivendo, si posa anche sul pubblico più vicino, con una rinnovata attenzione alla dimensione locale che sarà probabilmente una delle caratteristiche distintive dei musei nel prossimo futuro.

-->