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Costume
Giornata contro la violenza sulle donne: "record" in Lombardia

La Lombardia, con 23 vittime nel 2014, e' stata la regione italiana con piu' femminicidi e il 31,4% delle donne, tra i 16 e i 70 anni, ha dichiarato di aver subito una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Il dato e' emerso nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Lombardia a Milano in cui sono stati presentati i dati sulla violenza contro le donne in regione. A partecipare l'assessore lombardo al Reddito di autonomia e Inclusione sociale, Giulio Gallera, e Fabio Roia, giudice e presidente della sezione delle misure di prevenzione del Tribunale di Milano (membro del tavolo regionale permanente per la prevenzione e il contrasto della violenza contro le donne). "Nel 2014 - ha spiegato l'assessore - e' stato rilevato che 6.800.000 donne in Italia, tra i 16 e i 70 anni, cioe' il 35%, sono state oggetto di violenza nella loro vita, il 50% subite dal proprio partner o ex partner".

In Lombardia, come ha rilevato l'Osservatorio Regionale Antiviolenza (ORA), il dato non si discosta particolarmente da quello nazionale: "3.565" sono le donne che "si sono messe in contatto per la prima volta con un Centro antiviolenza nel 2014 e 2.477 nel 2015". In Lombardia, inoltre, "il 31,4% di donne, tra i 16 e 70 anni, ha dichiarato di aver subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita". Milano, ha continuato Gallera, "con 1.222 donne fa registrare il dato piu' alto per contatti ai centri antiviolenza, seguita da Brescia, con 404, Bergamo e Pavia, con circa 320".

L'assessore ha infine rivendicato: "Abbiamo appena approvato un Piano quadriennale che entra in vigore proprio oggi, alla vigilia della Giornata internazionale contro la violenza nei confronti delle donne, e che prevede l'ampliamento e il consolidamento di reti antiviolenza, che coinvolgano gli ospedali, i medici di famiglia, i pediatri, gli avvocati, i magistrati e le forze dell'ordine per aiutare le donne ad avere consapevolezza del dramma che stanno vivendo". Infatti, "il 31% delle donne soltanto dopo piu' di 5 anni riesce ad avere consapevolezza che sta subendo una violenza". 

Furlan (Cisl): violenza fenomeno grave anche nei luoghi di lavoro - La violenza contro le donne e' "un fenomeno che continua a rimanere grave e che ha sempre piu' bisogno di 'sentinelle' attente affinche', insieme all'assistenza ed all'aiuto delle vittime, sviluppi una piu' puntuale azione di prevenzione, condizione fondamentale per un suo contrasto concreto ed efficace". Lo sottolinea la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, in occasione della Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Furlan ricorda che i numeri non lasciano adito a dubbi: 6 milioni 788 mila, secondo l'Istat, sono le donne che hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. "Ma c'e' anche la violenza nei luoghi di lavoro, piu' sottile, meno visibile, ma comunque presente, come il mobbing e le altre forme di ricatto e sfruttamento registrati in alcuni comparti particolari". "Come sindacato e come Cisl da anni portiamo avanti la nostra battaglia contro la violenza e le sue mille sfaccettature", spiega Furlan, annunciando che il sindacato ha invitato le sue strutture territoriali a "tenere una sedia vuota con sopra una rosa e sotto due scarpette rosse, simbolo della violenza contro le donne e testimonianza del nostro impegno quotidiano che non verra' mai meno". 

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