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Costume
Sapori e cultura per fare reddito. La storia di quattro giovani imprenditori

Ci sono giovani che scelgono di fuggire al Nord in cerca di un’occupazione stabile. Ma ci sono anche giovani che scelgono di scrivere il loro futuro laddove sono nati, magari investendo in attività legate alle nuove tecnologie. A Palomonte, un paesino del Salernitano arroccato su un cucuzzolo roccioso posto tra la valle del Tanagro e il gruppo montuoso dei monti Marzano-Eremita, quattro giovani laureati decidono di intraprendere questa seconda strada e di investire le loro conoscenze di studio nel settore primario, allontanando il rischio di impoverire quelle aree rurali coltivate un tempo dai loro padri. E’ così che i quattro giovani, Anna Prizio, Claudio e Mirella Iuorio e Mario Scalcione, decidono di sfruttare la straordinaria biodiversità dei luoghi, un’eredità trasmessa attraverso l’antica tradizione dei propri padri contadini, dando le gambe ad una vecchia idea: dare vita ad un’impresa di trasformazione dei prodotti della terra. La loro. E creare un’azienda votata all’export, Silarus. Un’occasione per fare reddito mettendosi in proprio e per sperimentare modelli virtuosi di sviluppo acquisiti durante i lunghi studi universitari. Certo, l’impresa non è facile. Sanno che i rischi sono dietro l’angolo. Soprattutto al Sud dove le banche chiudono i rubinetti a chi vuole fare impresa con poche risorse e poche garanzie da offrire. E dove tutto costa di più, dall’energia ai trasporti, fino ai costi della burocrazia. Ma i quattro giovani hanno le idee chiare, ben sapendo che il detto “imprenditore si nasce e non si diventa” oggi non regge più. “Ci siamo posti da subito una strategia sapendo tuttavia che per andare nella direzione giusta non bastano le conoscenze acquisite con gli studi ma che occorre anche modificare la rotta durante il cammino, a seconda delle opportunità del mercato”, racconta Anna. L’obiettivo dei quattro e della loro azienda, cui fa capo il brand Casa Iuorio, è infatti ambizioso: produrre un prodotto di qualità superiore per venderlo sui mercati esteri. Soprattutto quelli emergenti dell’Est europeo dove il Made in Italy e i prodotti che costituiscono la Dieta Mediterranea sono conosciuti ed apprezzati. Ed oggi, a circa sei mesi dalla creazione di Casa Iuorio, oltre l’80% dei prodotti varca i confini italiani. “Partecipiamo a tutte le fiere nazionali ed estere, siamo stati prescelti anche per portare le nostre tipicità al Sanremo Village di quest’anno dove abbiamo presentato non solo il meglio del marchio della Casa con i prodotti della terra Cilentana e degli Alburni, ma anche la cultura di un territorio che ha visto nella preistoria l’esistenza di insediamenti umani i cui culti religiosi sono ancora oggi ravvisabili nei graffiti e nelle vasche rimaste nelle grotte un tempo abitate, ma che in epoca più recente ha dato la paternità alla Dieta Mediterranea. Lo stile di vita rappresentato dai prodotti della terra”, affermano Mirella e Claudio Iuorio.

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