Autovelox: terminato il censimento: multe nulle per i non registrati - Ma resta il nodo dell'omologazione - Affaritaliani.it

News

Ultimo aggiornamento: 17:22

Autovelox: terminato il censimento: multe nulle per i non registrati - Ma resta il nodo dell'omologazione

E’ terminato ieri, 28 novembre, il censimento degli autovelox installati in Italia con la conseguenza che...

Di Ettore Ravenna

Autovelox: Codacos, terminato censimento, stop se non registrati Mit

E’ terminato ieri, 28 novembre, il censimento degli autovelox installati in Italia, con la conseguenza che comuni, enti locali e forze dell’ordine che non hanno comunicato i dati sull’apposita piattaforma varata dal Ministero dei trasporti, dovranno spegnere gli apparecchi a partire da oggi 29 novembre, pena la nullità delle multe elevate. Lo ricorda il Codacons, a seguito della nota pubblicata dal Mit in cui si informa della scadenza del censimento e della pubblicazione online dell’elenco ufficiale dei dispositivi e sistemi di rilevamento della velocità autorizzati sul territorio nazionale.

Un tesoretto quello degli apparecchi di rilevazione automatica della velocità che, solo nelle principali 20 città italiane, ha portato complessivamente nelle casse delle amministrazioni locali ben 203 milioni di euro a titolo di multe elevate agli automobilisti nel triennio 2022-2024, calcola il Codacons.

A partire da oggi, sabato 29 novembre, chi non ha fornito i dati richiesti non potrà più utilizzare autovelox sul proprio territorio, con una ulteriore conseguenza: le multe elevate da apparecchi non inseriti nel censimento saranno a tutti gli effetti nulle, spiega l'associazione.

Autovelox, il nodo dell'omologazione

Per il Codacons rimane tuttavia ancora in piedi il problema dell’omologazione: ''Il caos autovelox dura oramai da 20 mesi, da quando cioè la Cassazione ad aprile 2024 ha stabilito la nullità delle multe elevate dagli apparecchi approvati ma non omologati. L'associazione ricorda che oggi quasi il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili, oltre a non essere omologato, è stato approvato prima del 2017, data che fa da spartiacque in tema di omologazione e possibile utilizzo degli apparecchi, con conseguente valanga di ricorsi da parte degli automobilisti multati''.