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Cronache
Bracciante morto a Latina, indagato il datore di lavoro: "Lo avevo avvisato"
Titolare 

Bracciante morto a Latina, indagato il datore di lavoro. Accusato di omissione di soccorso e omicidio colposo 

Spuntano nuovi dettagli sulla morte del bracciante agricolo indiano lasciato in strada a Latina. All'ospedale San Camillo di Roma, è stata, infatti, decretata la morte cerebrale dell'uomo e i pm di Latina hanno cambiato il titolo di reato: il titolare dell'azienda, iscritto sul registro degli indagati, è ora accusato di omissione di soccorso e omicidio colposo. Il 31enne, due giorni fa, mentre lavorava a un macchinario, sarebbe rimasto gravemente ferito perdendo un braccio e lacerando anche entrambe le gambe. L'uomo sarebbe stato poi scaricato davanti casa.

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E mentre i carabinieri continuano a indagare, politia e sindacati si fanno sentire. "E' morto il bracciante agricolo indiano che aveva subito un incidente grave nelle campagne di Latina ed è stato abbandonato in gravissime condizioni che ne hanno causato la morte. E' un grande dolore dover commentare questo fatto per le modalità con cui si è svolto, perché la persona lavorava senza avere un regolare contratto. E' un vero atto di barbarie, che deve essere perseguito in tutti i luoghi e le sedi", ha detto la ministro del Lavoro Marina Calderone. "Forniamo ogni assistenza alle autorità, lo stiamo facendo dalle prime ore, per verificare - ha aggiunto - e accertare tutti i fatti e fare in modo che chi li ha commessi anche venga punito". 

"Esprimo il mio cordoglio per la morte del bracciante indiano deceduto dopo essere rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro e abbandonato senza che nessuno gli prestasse soccorso. Il Governo Meloni è in prima linea su tutti i fronti per contrastare qualunque forma di sfruttamento sul lavoro. Siamo di fronte a una tragedia che non ci può lasciare indifferenti e sulla quale andrà fatta piena luce. Con il Ministero del Lavoro e la Regione Lazio continuiamo a lavorare in modo concreto contro chi elude la legge e non ha rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori. In Italia non c'è spazio per chi vuole operare fuori dalle regole. Tolleranza zero", ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida

"Una leggerezza del bracciante! Lo dice il titolare dell'azienda dove Satnam, indiano, ha perso il braccio e ieri è morto. Abbandonato a casa sua senza braccio come un sacco di rifiuti! Lo schiavismo nell'Italia del 2024 dove i migranti non hanno il diritto di essere soccorsi." Lo scrive su X il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli. 

“La morte del bracciante agricolo indiano di 31 anni rimasto gravemente ferito nelle campagne di Latina e’ un fatto grave e inaccettabile che indigna tutto il mondo del lavoro”. Lo sottolinea il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra sulla tragedia di Latina. “È vergognosa questa lunga scia di sangue negli ambienti lavorativi. Non solo vanno individuati e puniti i responsabili di questa barbarie, ma occorre rafforzare le azioni di contrasto nei confronti del caporalato, del lavoro sommerso ed illegale, garantendo la dignita’ e la sicurezza del lavoro in tutti i settori produttivi. La battaglia della Cisl proseguirà  in tutti i territori ed in tutti i luoghi di lavoro rivendicando non solo maggiore attività di controllo, rafforzamento delle sanzioni ma anche un grande investimento sulla prevenzione e formazione”. 

Il titolare dell'azienda: "Lo avevo avvisato di non avvicinarsi al macchinario"

"Lo avevo avvisato il lavoratore di non avvicinarsi al mezzo, ma lui ha fatto di testa sua. Una leggerezza, purtroppo". Lo ha detto Renzo Lovato, titolare dell'azienda agricola per cui lavorava Satnam Singh, il bracciante morto per le ferite riportate a causa di un incidente sul lavoro, intervistato ieri dal Tg1. Renzo Lovato è il padre di Antonello, datore di lavoro di Satnam e indagato. "C'è dispiacere perché è morto un ragazzo sul lavoro e non dovrebbe mai succedere. È costato caro a tutti".

Intanto una parte dell'azienda di Borgo Santa Maria dove è avvenuto l'incidente è stata sequestrata e gli inquirenti hanno disposto l'autopsia del bracciante.  Al momento la procura di Latina non ha preso alcun nuovo provvedimento nei confronti di Antonello Lovato, il trentasettenne già accusato di lesioni colpose e omissione di soccorso. L'uomo, invece di allarmare i soccorsi, ha portato Satnam davanti alla sua abitazione, lasciando con l'arto amputato poggiato in una cassetta utilizzata per la raccolta degli ortaggi. Dopo averlo lasciato lì, il trentasettenne si è presentato nella questura di Latina per raccontare tutto.

Guarda il video dell'intervista del datore di lavoro di Satnam

La moglie del datore di lavoro ha avuto un malore

"La moglie di Satnam ci ha raccontato che sono stati caricati sul furgone e gli sono stati tolti anche i telefoni. Lei ha visto tutto ed è distrutta". È quanto riferiscono ai giornalisti Noemi Grifo e Ilario Pepe, i due ragazzi che ospitavano il bracciante, abbandonato e morto per un braccio amputato, e la moglie in un rustico dietro casa loro. "Appena lo abbiamo visto gli mancava tutto il braccio, alcuni resti erano stati lasciati vicino ad alcuni cassonetti", aggiungono. 

È stato necessario l'intervento di un'ambulanza questa mattina per soccorrere la moglie di Satnam Singh. La donna, infatti, si è sentita male, in stato di choc per il decesso del marito avvenuto ieri: non ha ancora realizzato quanto accaduto. Troppo gravi le ferite riportate dall'uomo, agli arti inferiori ma soprattutto l'amputazione del braccio destro, staccato di netto da un macchinario avvolgiplastica a rullo trainato da un trattore. In seguito all'incidente, invece di allarmare i soccorsi, l'uomo era stato trasportato con un pullmino davanti la sua abitazione dal proprietario dell'azienda, Antonello Lovato, che lo ha abbandonato lì insieme all'arto, poggiato in una cassetta utilizzata per la raccolta degli ortaggi. Accusato di lesioni colpose e omissione di soccorso. In mattinata, si è tenuta una manifestazione della Fai Cisl di Latina davanti alla prefettura di Latina, alla quale erano presenti il segretario generale del sindacato pontino e quello della Fai Cisl Islam Kotb.

La testimonianza di chi lo ospitava: "Poteva essere aiutato ma l'uomo che lo ha soccorso è fuggito"

"Si sentivano le urla della moglie che continuava a chiedere aiuto, poi abbiamo visto un ragazzo che lo teneva in braccio e lo ha portato dietro casa. Noi pensavamo lo stesse aiutando, ma poi è scappato via". È la drammatica testimonianza di Noemi Grifo e Ilario Pepe, i due ragazzi che ospitavano Satnam Singh, il bracciante morto dopo essere stato abbandonato co braccio amputato, e la moglie in un rustico dietro la loro abitazione e che, per primi, hanno chiamato i soccorsi. "Io gli sono corso subito dietro - ha continuato Ilario -. L'ho visto che entrava nel furgone e gli ho chiesto cosa fosse successo e perché non lo aveva portato in ospedale. Mi ha risposto 'da me non sta in regola'. Poteva essere aiutato".

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